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CORSO ECM – SAPER LEGGERE LA BUSTA PAGA –

 

La busta paga è ricca di numeri, termini tecnici, abbreviazioni e codici, tutti elementi indispensabili per verificare che la retribuzione sia effettivamente corrispondente al lavoro prestato. Purtroppo pochissimi sanno districarsi in questo labirinto di calcoli e finiscono per leggere solo la voce finale in
grassetto riportante l’entità dello stipendio netto. Il corso si prefigge di analizzare le tre parti fondamentali della busta paga: le informazioni sulla
tipologia di lavoratore da remunerare; le singole voci negative o positive che determinano lo stipendio lordo; le trattenute previdenziali, assicurative e fiscali sull’imponibile.
Il corso evidenzierà anche le differenze di trattamento esistenti tra CCNL dei dipendenti pubblici e quello dei dipendenti privati.

Sede del corso:

Sala Conferenze dell’Ospedale Oncologico
Armando Businco,
Via Jenner, 1
09121 Cagliari
n. 3174- 214495 Ed. 3

Crediti assegnati 5

Per Iscrizioni e modalità scarica la locandina qui 

Iscrizione on line obbligatoria sul sito di Pegaso Lavoro www.pegasolavoro.eu

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SOSPENSIONE STATO DI AGITAZIONE.

A seguito dello stato di agitazione ottiene garanzie di assunzioni e stabilizzazioni che rimpingueranno le carenze nelle UU.OO. dell’AOU di Cagliari in crisi di personale.
Come accordato con la Dirigenza, detti incrementi di organico inizieranno immediatamente per concludersi entro il prossimo trimestre.
Pertanto, fiduciosi e collaborativi, ma mantenendo alta la guardia, il Direttivo.  NurSind Territoriale ha deciso di sospendere temporaneamente lo stato di agitazione, ma non di revocarlo.
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Sardegna, gli rsu NurSind sgraditi anche come uditori. L’Azienda chiama la questura

Anedda Fabrizio              

La prima partita tra la combutta Ats-Triplice e NurSind, si era già giocata il 23 ottobre a Sassari presso la sede legale dell’Azienda Tutela Salute. In quella circostanza, le OOSS e la Rsu erano convocate per una discussione su varie code contrattuali, propedeutica alla sottoscrizione di importanti soluzioni.

Alla vista degli Rsu NurSind comincia però una discussione sulla legittimazione della presenza di tutti i convenuti sulla base del regolamento che i rappresentanti degli infermieri, ricordano essere stato posto all’attenzione degli organi giudiziari competenti per supposti profili di illegittimità in esso contenuti.Parte aziendale, nella persona stessa del direttore Generale Moirano, chiede in ogni caso che chi non è titolato a presenziare esca dalla sala con evidente riferimento ai rappresentanti NurSind, i quali decidono invece di non muoversi così che tutta l’assise si sposta in un altra sala, impedendo di fatto agli infermieri di seguirli e presenziare. Una vicenda che già allora aveva indotto gli Rsu NurSind a rivolgersi alle forze dell’ordine e agli avvocati per l’apertura di un procedimento rimasto al vaglio degli uffici legali NurSind.

Così le cronache riportate da Fabrizio Anedda Coordinatore Regionale NurSind ed Rsu Ats che aprono certamente a una riflessione ben più ampia su quanto stia accadendo alle rappresentanze NurSind in Sardegna che vedono il loro incredibile successo elettorale, sminuito da posizioni di totale mancanza di buon senso. Come può essere conveniente alla stessa azienda non consentire ai rappresentanti della più grande organizzazione sindacale infermieristica di non sedersi al tavolo ed avere così i dipendenti infermieri orfani della giusta rappresentanza, democraticamente legittimata dal voto? Che vantaggi può avere l’azienda ad avere NurSind fuori dai tavoli, nemico e impedirgli anche di esercitare il sacrosanto diritto di udire alle riunioni? A chi giovi tutto questo non è dato sapere e sarebbe troppo facile puntare il dito contro chi, sconfitto alle urne, cerchi ogni modo per ricostruirsi una verginità impossessandosi di un ruolo di rappresentanza che non gli appartiene e non gli apparterrà mai più, a maggior ragione se questo è l’atteggiamento che si vuole mantenere pur di recuperare consensi, spacciando per successi chissà quali accordi al ribasso.

 

Prenda esempio Moirano dall’azienda Aou Sassari e dal direttore Generale D’Urso che appositamente intervistato sul tema, ha ben distinto la questione contrattuale dalla contrattazione decentrata, cui non intende impedirne l’agibilità a NurSind anche in assenza di legittimazione alla firma degli accordi decentrati. Sa bene D’Urso che non conviene avere gli infermieri contro e presto lo capirà anche Moirano.

Perché si possono anche perdere due partite ma il campionato è ancora lungo e le elezioni regionali, se non sono bastate le politiche, sono dietro l’angolo.

 Andrea Tirotto       

 di seguito il video messaggio di Fabrizio Anedda

Uno a zero per l’azienda si potrebbe dire, ricorrendo al linguaggio calcistico, di cui però c’è poco da esultare considerato che la sconfitta non è personale ma riguarda tutto il corpo infermieristico e concerne la violazione del diritto degli infermieri, la più grande categoria dei dipendenti Ats, ad essere giustamente rappresentati o quantomeno a poter giustamente udire, considerate le assurde conseguenze legate alla orgogliosa mancata firma del contratto nazionale truffa che ha visto NurSind protagonista.

 

La partita di ritorno si è quindi giocata il 6 novembre scorso, a Oristano, in occasione della convocazione della delegazione trattante per la sottoscrizione degli accordi discussi il 23. Stessa scena già vissuta nella precedente riunione con la differenza che questa volta, gli rsu NurSind non avevano nessuna intenzione di cedere, spiegando che la loro dovuta e doverosa presenza, doveva essere accettata in qualità di uditori quantomeno, come normalmente accade in qualsiasi tavolo di qualsiasi azienda.Parte aziendale però non ha voluto sentire ragioni e di fronte al rifiuto degli infermieri di abbandonare l’aula, è passata alle maniere forti chiamando addirittura la questura che si è dovuta presentare con due ispettori, i quali non hanno fatto altro che verbalizzare le versioni dei fatti pregando in ogni caso gli infermieri di non insistere nella volontà di presenziare, per non complicare le cose e invitandoli quindi a presentare l’esposto nelle sedi opportune. Consiglio che ovviamente gli infermieri NurSind, con grande senso di responsabilità non hanno potuto che accogliere, subendo l’onta di non poter presenziare alla riunione e di fatto rassegnandosi a perdere anche la seconda partita.

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SANITARI NELLE TRATTATIVE RSU-AZIENDA, E’ VIETATO ARGOMENTARE SUL LORO LAVORO, LA LORO CARRIERA, IL LORO STIPENDIO!!:

L’ATS SARDEGNA AVALLA IL REGOLAMENTO RSU PRECLUSIVO VERSO I SUOI COMPONENTI ”SANITARI” DEL COMPARTO SANITA’, VIETANDO LA LORO PRESENZA AI TAVOLI CONTRATTUALI, NONOSTANTE LO STESSO REGOLAMENTO SIA STATO IMPUGNATO IN TRIBUNALE PER LA SUA ASSURDITA’.

 

EFFETTO: SANITARI SENZA RAPPRESENTANZA RSU!

Carissimi colleghi Sanitari,

In data di ieri si è tenuto un incontro tra le OO.SS., RSU e l’azienda.

Ovviamente, come da prassi che si identifica da se’, tale incontro è rimasto ignoto ai componenti della RSU NurSind.

Tuttavia NurSind ha saputo dell’incontro, dove L’ODG verteva sui Fondi contrattuali e la ripartizione in Progressioni Economiche Orizzontali, nonché, alla ripartizione della Produttività.

Ebbene in tale sede i componenti RSU NurSind hanno comunque cercato di partecipare fino a quando il Presidente RSU ha sollevato una illegittima quanto scortese pregiudiziale riguardo allapresenza dei componenti eletti tra le liste NurSind, i quali si sono presentati legittimamente in qualità di RSU, onorando appunto, il mandato elettivo ricevuto alle elezioni di Aprile.

Il D.G. Vuole la vita facile, si rapporta con coloro i quali gli hanno consentito di far leva su un CCNL pessimo ed esclude chi a suon di ricorsi presentati  all’anticorruzione e nei tribunali, gli rammenta che ci sono regole che deve rispettare!?

Purtroppo è cosi, oltre alle rivendicazioni NurSind, il silenzio e le braghe scese……

Nessun altro sindacato si oppone a questa Direzione Aziendale e intanto dopo la firma del pessimo CCNL da parte dei sindacati compiacenti,  i lavoratori subiscono condizioni lavorative insopportabili, inottemperanze verso le norme che regolano lo sciopero, straordinario non pagato, tagli alle indennità di turno, mancati pagamenti delle festività infrasettimanali, aumento dei turni di Pronta Disponibilità, demansionamento strisciante, riduzione delle progressioni di fascia, sperequazioni tra le varie ASSL nella distribuzione della produttività, sottrazione di percentuali dei fondi non dovute, mancato equilibrio nell’attribuzione e distribuzione di incarichi, in sintesi, un peggioramento progressivo delle relazioni sindacali corrispondente a minor favore per i lavoratori .

IN VIGENZA DI TAL NEFASTO CCNL SOTTOSCRITTO DA CHI EVIDENTEMENTE SI E’ DIMENTICATO IL PROPRIO RUOLO, CON QUESTA DELEGAZIONE TRATTANTE RSU E QUESTA DIREZIONE AZIENDALE, NON C’E’ DA MERAVIGLIARSI SE GLI STIPENDI VENGONO SISTEMATICAMENTE EROSI NELLE ACCESSORIE E NELLE PROGRESSIONI DI FASCIA.

Oltre al fatto che nessuna risposta è stata data ai rappresentanti dei lavoratori riguardo agli icrementi dei fondi dovuti, cosi nessun conforto è giunto riguardo alle regole sulla mobilità interna a più riprese richieste dal NurSind e dai rappresentanti RSU ad essa afferenti.

L’intenzione del DG è quella di destinare 2/3 di Fondi Fasce e Premialità, oggi unificati dall’art. 81, alla Produttività e 1/3 alle Progressioni Economiche Orizzontali.

Praticamente, si prospetta l’avanzamento di fascia per circa 1500 lavoratori su 12000 circa del comparto, poco più del 10%.

Chiediamo ai lavoratori di riflettere sull’importanza dell’operosità sindacale, la quale di certo non alberga in coloro che oggi contrattano con questa azienda!

24/10/2018 

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Il sindacato Nursind: “Irregolarità nel bando per il personale dell’elisoccorso”

 

Il sindacato Nursind denuncia una serie di irregolarità nell’elenco degli ammessi al bando dell’Areus per selezionare il personale da impiegare nell’attività di elisoccorso, e minaccia il ricorso al Tar nel caso in cui l’Azienda non dovesse tornare sui propri passi e riaprire i termini della selezione. “Il bando prevedeva parametri di partecipazione molto stringenti e controversi, che hanno indotto tanti a non presentare domanda. Altri hanno ugualmente presentato domanda ma sono stati esclusi”, spiega il coordinatore regionale Fabrizio Anedda. “La grande sorpresa è arrivata dalla lettura degli ammessi al bando pubblicato il 30 gennaio scorso: Indizione selezione per acquisizione, in ambito regionale, di manifestazione di interesse da parte del personale interessato (Dirigenti medici – Collaboratori professionali infermieri) a effettuare attività di elisoccorso in qualità di componente dell’equipaggio HEMS”, precisa Anedda.

“Si è potuta constatare la violazione di tutti i parametri indicati nel bando stesso. Molti risultano aver superato abbondantemente il limite di età di 45 anni, altri non fanno parte delle unità operative indicate nel bando e addirittura qualcuno non è nemmeno dipendente a tempo indeterminato”, continua il responsabile regionale Nursind. “Il bando era riservato al personale medico e infermieristico di tutte le Assl, le aziende ospedaliero universitarie di Cagliari e Sassari, l’azienda ospedaliera Brotzu, le centrali operative 118 di Sassari e Cagliari e tutte le postazioni di automedica del 118. Requisiti indispensabili richiesti nel bando erano l’essere dipendente a tempo indeterminato, non superare il limite di 45 anni, essere in servizio al 118 e lavorare in area critica (medicina e chirurgia d’urgenza, anestesia e rianimazione)”.

Caratteristiche professionali che, secondo il sindacato, non tutti gli ammessi, posseggono, mentre paradossalmente sarebbero stati esclusi candidati di comprovata esperienza che addirittura lavorano già da anni nel servizio di elisoccorso. “Il coordinamento regionale Nursind ha inviato una lettera al direttore generale Areus Lenzotti e all’assessore alla sanità Arru chiedendo l’annullamento della graduatoria o quanto meno la riapertura dei termini per la presentazione delle domande e l’accettazione di quelle escluse senza aver ancora ottenuto riscontro. Il tutto è stato posto all’attenzione di uno studio legale che ha riscontrato ragioni oltremodo sufficienti per promuovere un’azione legale che sta raccogliendo numerose adesioni in tutta la Sardegna”.   

 

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23/02/2018 – Sanità, gli infermieri in corteo a Cagliari.

Seicento infermieri in piazza: Cagliari bloccata dalle proteste.  Articolo e immagini qui

CAGLIARI. Venerdì mattina all’insegna delle proteste di piazza a Cagliari, dove infermieri, insegnanti e personale Ata sono scesi in strada nelle stesse ore. La manifestazione degli infermieri – organizzata dalle sigle sindacali Nursind e Nursing Up in piazza del Carmine in concomitanza con le altre piazze italiane – ha portato nel capoluogo oltre mille professionisti arrivati da tutta la Sardegna per protestare contro la continua carenza di personale e il rinnovo di un contratto nazionale atteso da nove anni e che tuttavia non sembra migliorare le attuali condizioni lavorative. Simboli della protesta una bambola di pezza messa in croce in abiti da infermiera e due scheletri gonfiabili travestiti da infermieri.

In Corso Vittorio Emanuele invece i Cobas hanno radunato tutti gli insegnanti e personale Ata che non sono riusciti a raggiungere Roma per prendere parte alla manifestazione nazionale convocata in mattinata sotto la sede del ministero dell’Istruzione: dai docenti sardi la richiesta della stabilizzazione dei precari e un netto “no” al “miserabile” contratto stipulato nei giorni scorsi dalle sigle sindacali. Il corteo ha poi raggiunto la sede della Direzione scolastica regionale di piazza Galilei.

VIDEO QUI

 

Sanità, gli infermieri in corteo a Cagliari: “Noi, sottopagati e stremati”

Valentina, infermiera al Policlinico di Monserrato: “Spremuti come limoni, rischiamo di fare errori”

Stefania, infermiera nel caos del Marino: “L’ospedale cade a pezzi sopra le nostre teste”

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Gli infermieri della Sardegna in sciopero: “Siamo pochi, nuovo contratto peggio del precedente”

CAGLIARI. Gli infermieri sardi aderiscono allo sciopero nazionale del 23 febbraio. Tra le ragioni della protesta la carenza di personale che li obbliga  a sopportare un carico di lavoro insostenibile e il rinnovo del contratto nazionale, che arriva dopo nove anni.

Dovrebbe esserci un infermiere ogni sei pazienti- ha spiegato Fabrizio Anedda, coordinatore regionale Nursind- tocchiamo punte anche di uno a venti o addirittura venticinque: la carenza d’organico è uno dei motivi principali, ma scendiamo in piazza anche perché dopo 9 anni è stato firmato un nuovo contratto nazionale, ma peggiorativo rispetto al precedente”. ”Non possiamo più tollerare l’indifferenza di governo nei confronti della categoria- ha precisato Diego Murracino dirigente territoriale sindacato Nursing Up- da parte della Regione abbiamo avuto solo promesse ma mai mantenute”. L’appuntamento è in piazza del Carmine il 23 febbraio. 

fonte: youtgnet

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