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EVENTI ECM – ERRORI ED INCIDENTI NELL’ASSISTENZA SANITARIA: LA RESPONSABILITA’ E LE STRATEGIE DI MAGGIOR CONTROLLO.

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Cagliari, 01/04/2017

Sede Evento—Ospedale Oncologico, Businco- Cagliari Via Edward Jenner n. 1, 09121.

L’iscrizione al convegno dovrà essere prenotata obbligatoriamente tramite e-mail da inviare a eventiecm@nursindcagliari.it  e il posto in sala sarà assegnato solo una volta ricevuto versamento o pagamento della quota d’iscrizione.

Un’altra modalità di prenotazione/iscrizione e pagamento è quella di presentarsi in sede a Cagliari il Giovedi pomeriggio.

Segreteria NurSind Cagliari

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L’unione Sarda del 08/03/2017 – Interrogazione in Parlamento sull’ospedale di Isili.

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Oggi, 08 marzo 2017, L’Unione Sarda pubblica un articolo sull’interrogazione per l’Ospedale San Giuseppe Calasanzio di Isili.

Provincia di Cagliari

Isili

Dell’ospedale San Giuseppe si parla in Parlamento. A farsi carico della questione è il deputato del Movimento 5 Stelle, Andrea Vallascas, che in un’interrogazione chiede un intervento del Governo. «Chiediamo», dice Vallascas, «se si intenda promuovere una verifica del comando dei carabinieri per la tutela della salute, in relazione alle condizioni di assistenza e di degenza nella struttura ospedaliera». Si chiede dunque di verificare l’assistenza offerta alla popolazione.
Il presidio di Isili è un punto di riferimento per un territorio vasto che va dal Sarcidano alla Barbagia di Seulo e all’alta Trexenta, fino a parte della Marmilla: vi risiedono circa 45 mila abitanti. Il ridimensionamento è cominciato con la chiusura del reparto di Ostetricia, poi un anno fa è arrivata la chiusura del blocco operatorio con la conseguente chiusura del reparto.
«La delibera regionale sulla razionalizzazione della rete ospedaliera», aggiunge Vallascas, «comporta un ridimensionamento dei servizi offerti ed è un chiaro segnale di una progressiva dismissione del presidio». (s. g.)

Noi del NurSindCagliari abbiamo pubblicato, sul sito, in data 01 marzo 2017, l’atto ufficiale del Parlamento relativo all’interrogazione del deputato Vallascas.

Nuove assunzioni nel mondo della sanità, la Regione sblocca il turn over

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La delibera proposta dall’assessore regionale alla sanità Luigi Arru introduce una novità sostanziale: le nuove figure verranno assunte dove servono e non necessariamente dove ci sono stati i pensionamenti

CAGLIARI. Non c’è più il blocco del turn over del personale delle aziende ospedaliere, ospedaliero-universitarie e dell’Ats. La delibera, approvata oggi 28 febbraio 2017 dalla Giunta, su proposta dell’assessore della Sanità, Luigi Arru, prevede l’abolizione del blocco parziale degli avvicendamenti del personale dipendente o con altro rapporto di lavoro, che consentiva la copertura dei posti nel rispetto di precisi limiti e in rapporto a specifiche discipline mediche.

La delibera consente di scegliere nuovo personale all’interno del tetto di spesa, con una sostanziale novità rispetto al recente passato: viene meno la corrispondenza dei ruoli tra chi va in pensione e chi subentra e diventa predominante il principio della reale utilità delle nuove figure che vengono inserite. Le singole Aziende potranno assumere tutte le decisioni sugli avvicendamenti del personale, in piena autonomia, nel rispetto dei target di risparmio assegnati.

Le singole Aziende potranno assumere tutte le decisioni sugli avvicendamenti del personale, in piena autonomia, nel rispetto dei target di risparmio assegnati.

L’assessore sottolinea che «per non pregiudicare i servizi essenziali e assicurare una maggiore rispondenza delle scelte organizzative agli obiettivi generali di tutela della salute, si rende necessario demandare alle aziende del servizio sanitario regionale le decisioni in materia di assunzioni. Per questo motivo – aggiunge l’esponente dell’esecutivo – è necessario modificare

la delibera del primo settembre 2015 che aveva bloccato il turn over. Sebbene non si registrino complessivamente, nell’attuale contesto, gravi carenze di personale, esistono però attività, servizi o reparti in cui è necessario colmare vuoti e dare risposte in termini di migliore assistenza».

Fonte: La Nuova Sardegna.

Atto Camera – Interrogazione Presidio San Giuseppe Isili.

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Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-15721

presentato da  VALLASCAS Andrea (M5S)
testo di

Venerdì 24 febbraio 2017, seduta n. 748

 VALLASCAS. — Al Ministro della salute . — Per sapere – premesso che:
il presidio ospedaliero San Giuseppe di Isili, nel territorio dell’ex azienda asl n. 8 di Cagliari, dal 1o gennaio 2017 area socio-sanitaria locale dell’azienda tutela salute (legge regionale n. 17 del 2016), da tempo attraverserebbe una fase di crisi, per effetto delle misure di contenimento della spesa e di ottimizzazione delle risorse, che progressivamente avrebbero determinato, secondo quanto riportano numerosi articoli di stampa, un ridimensionamento del ruolo del presidio;
questa circostanza sarebbe confermata dalle disposizioni della regione in materia di razionalizzazione della rete ospedaliera, che avrebbero ridotto la tipologia dei servizi offerti, con un declassamento da presidio ospedaliero di base a presidio di area disagiata;
a questo si aggiungerebbero numerose criticità che avrebbero causato gravi disagi agli utenti: da tempo è stato chiuso il reparto di ostetricia, dal mese di marzo dello scorso anno sono chiuse le sale operatorie, mentre di recente si sarebbero registrate delle criticità nel reparto di diabetologia;
questa situazione avrebbe determinato degli innegabili disagi con gravi rischi per la salute e l’incolumità dei pazienti, oltre a configurarsi come potenziale interruzione di pubblico servizio;
alcuni organi di stampa hanno rilevato che la chiusura del punto nascita avrebbe determinato l’insorgere di situazioni ad alto rischio per l’incolumità di partorienti e neonati; riferiscono infatti che «nel comune di Esterzili è nato un bambino in casa, a Nurri invece ne è nato uno nel tragitto per arrivare in ospedale. Credo che questi esempi facciano capire bene in che situazione ci troviamo»;
la chiusura del blocco operatorio, in fase di ristrutturazione, avrebbe determinato la chiusura del reparto di chirurgia, con una conseguente riduzione delle attività di erogazione dei servizi che costringe i pazienti del territorio a lunghi spostamento verso i presidi di Cagliari e Muravera;
il 29 gennaio 2017, il quotidiano Unione Sarda ha pubblicato un resoconto sulla situazione al San Giuseppe di Isili riportando la dichiarazione del sindacato degli infermieri Nursind secondo i quali «In questi giorni si è assistito a indecenti condizioni assistenziali. Pazienti ricoverati perfino in locali-magazzino vicino a strumentazioni diagnostiche e frigoriferi, ambienti che nulla hanno a che fare con le stanze di degenza. Situazione che si ripercuote anche sul personale, con gli operatori che ricevono ordini di servizi spostandosi da un reparto all’altro»;
la deliberazione della giunta regionale in materia di razionalizzazione della rete ospedaliera non prevede la chirurgia generale h24 a Isili, circostanza che, secondo amministratori e popolazioni del territorio, oltre a comportare un ridimensionamento dei servizi offerti, è il segnale della volontà di una progressiva dismissione del presidio;
vista la gravità della situazione, un gruppo di cittadini si è riunito nel Comitato sanità bene comune impegnato nella salvaguardia del presidio sanitario, in considerazione della centralità che riveste;
il presidio è punto di riferimento per un ampio territorio, dal Sarcidano, alla Barbagia di Seulo, all’alta Trexenta, a parte della Marmilla, per una popolazione di circa 45-50 mila abitanti, prevalentemente anziani; inoltre, si tratta di territori che distano dai 70 ai 100 chilometri dai presidi sanitari più vicini (Cagliari e Muravera);
il ridimensionamento, in un territorio vasto e con una rete viaria vecchia (che rende problematici gli interventi del 118), rischia di privare un’ampia porzione del territorio sardo di un punto di riferimento per la salvaguardia della salute, oltre a configurarsi, secondo l’interrogante, come potenziale interruzione di pubblico servizio –:
di quali elementi disponga il Governo in relazione a quanto esposto in premessa;
se si intenda promuovere una verifica del comando dei carabinieri per la tutela della salute in relazione alle critiche condizioni di assistenza e di degenza nella struttura ospedaliera di cui in premessa e quali iniziative, per quanto di competenza, si intendano adottare per verificare il rispetto dei livelli essenziali di assistenza nei confronti di un’ampia porzione della popolazione della Sardegna. (4-15721)

Asl unica, sindacati in fermento

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L’assetto dell’azienda sanitaria unica divide i sindacati. Ieri l’assessore Luigi Arru ha incontrato alcuni rappresentanti dei lavoratori per illustrare e discutere le linee guida del nuovo atto aziendale dell’Ats. Ma Cgil, Cisl e Uil disertano la riunione e annunciano «una grande mobilitazione».
All’incontro negli uffici dell’assessorato alla Sanità, oltre al direttore generale Giuseppe Sechi, hanno partecipato Paolo Cugliara (Fials), Luciano Sitzia (Fsi), Fabrizio Anedda (Nursind) e Alessandro Nasone (Nursing up): le sigle sindacali hanno apprezzato l’istituzione del Dipartimento delle professioni sanitarie, «che porterà a un maggiore coinvolgimento nel governo clinico delle aziende sanitarie e delle strutture», spiegano dalla Regione. L’assessore alla Sanità ha poi ribadito l’impegno di «presentare in Giunta la proposta di delibera sullo sblocco del turn over», oltre alla promessa di favorire «la corretta attuazione delle normative sulla mobilità del personale».
Cgil, Cisl e Uil hanno per definito «un incontro trappola» quello di ieri: «Troppo comodo partire dalla mobilità del personale e non dalla necessaria definizione delle relazioni sindacali e dall’analisi dei problemi dei lavoratori», scrivono i segretari regionali della Funzione pubblica Roberta Gessa, Davide Paderi e Fulvia Murru. Le tre sigle hanno chiesto di avere – prima di avviare la discussione – i numeri su organici, precari, sedi e fondi a disposizione. Questo non sarebbe ancora avvenuto.
«La Giunta Pigliaru sulla Sanità conferma una linea di relazioni sindacali sbagliata, che non risponde alle richieste delle lavoratrici e dei lavoratori», continuano i segretari, che concludono sottolineando «l’arroganza sostanziale con cui si procede, in una fase di incertezza e disorientamento».

fonte Unione Sarda del 02/02/2017logo unione sarda.2

Corso FAD Gratuito per iscritti Nursind

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Dettaglio corso FAD

L’Accidente Cardiaco

Il corso si prefigge di illustrare le nuove linee guida sviscerando gli aspetti scientifici della rianimazione più significativi. Un attenta analisi delle motivazioni addotte a giustificare i cambiamenti procedurali della rianimazione, sarà una solida base di partenza per meglio trasmettere i concetti fondamentali. Fronteggiare un emergenza è sempre un compito impegnativo. Prendere una decisione in brevissimo tempo si traduce nell’avere una profonda conoscenza e preparazione per potere essere sicuri di non fare la scelta giusta. Il corso ricco di nozioni tratte dalle ultime evidenze scientifiche, garantisce una migliore probabilità di seguire la strada più idonea. Nuove informazioni, scientificamente validate corrispondono a nuove possibilità di scelta, migliori probabilità di sopravvivenza in caso di eventi avversi.

SARA’ POSSIBILE CHIUDERE IL CORSO CON L’ESECUZIONE DEL TEST DI VERIFICA E DI GRADIMENTO DAL 20/02/2017.

Crediti:      10
Partecipanti ammessi: 1000
Numero accreditamento: 3174-183075
Costo iscrizione:
  • Iscritti al sindacato Nursind: gratuito
  • Non Iscritti al sindacato Nursind: € 10,00

Iscrizione – Accesso all’area riservata

Bottega (Nursind): Quel pasticcio da sanare sulla mobilità.

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Lettera al Direttore inviata a Quotidiano Sanità e pubblicata il 17/01/2017

 

 

Gentile direttore
desidero portare all’attenzione dei suoi lettori un tema che interessa sempre più frequentemente il personale sanitario e che è quotidianamente oggetto di quesiti rivolti al sindacato: il nulla osta da parte dell’azienda cedente in caso di mobilità.
Come noto con il DL 90/2014, convertito il legge n. 144 dell’11 agosto 2014, la cd. “riforma Madia”, all’art. 4 ha modificato due commi dell’art. 30 del Dlgs 165/2001 in tema di mobilità obbligatoria e volontaria.

Tale norma è l’ennesimo esempio di ripubblicizzazione di alcuni aspetti del rapporto di lavoro. La mobilità, infatti, era normata fino al 2014 dall’art. 19 del CCNL integrativo del 2001 comparto sanità il quale non prevedeva il nulla osta dall’azienda cedente e limitava il rinvio alla cessione del contratto fino a un massimo di tre mesi.

Come già precedentemente illustrato questa norma sta creando non poche difficoltà tra il personale infermieristico che è costretto a girare tutta l’Italia per partecipare ad un concorso pubblico e poi, quando si aprono i bandi di mobilità nella propria regione, non riescono più ad avvicinarsi al nucleo familiare.

Più volte abbiamo sollecitato la politica (sono stati anche presentati emendamenti sistematicamente bocciati dai partiti della maggioranza) e il ministero ma nulla è stato fatto. Gli infermieri sono sempre più arrabbiati per come tale norma, voluta dal Ministro Madia durante il governo Renzi, incide sul loro futuro.

Sradicati dalle loro città si trovano a vivere con stipendi da proletariato di un tempo – questo sono diventati gli stipendi dei pubblici dipendenti dopo 7 anni di blocco – che servono principalmente a pagarsi da vivere nelle nuove città dove hanno trovato il lavoro e dove difficilmente riusciranno a costruirsi un futuro perché separati dalle persone care e impossibilitati a ricongiungersi (il ricongiungimento familiare dure massimo tre anni).

Alla forte rabbia per tale situazione – perché questa emozione è quella che più emerge in chi ci interpella sulla mobilità – non resta che sfogarsi nel far male il proprio lavoro perché forse questo è l’unico modo per farsi dare il nulla osta. Se sei buono e bravo nessuno ti lascerà andare ma se sei un rompiscatole, uno scansafatiche, una diseconomia per l’azienda forse hai più chance di avere il nulla osta.

Ma si può arrivare a questo? Possibile che questa maggioranza politica non si renda conto dei disagi che tale norma sta creando a diversi lavoratori? Questi ultimi, non sapendo più dove rivolgere il dissenso – perché a questo punto non è questione contrattuale legislativa e quindi di governo – , come nel caso del referendum costituzionale, non potranno che dare il loro giudizio su tale norma attraverso il voto elettorale. A ciascuno le proprie responsabilità.

Dr. Andrea Bottega 
Segretario Nazionale Nursind

 

Riforma SSR Sardegna: nominati i manager delle otto Aree Socio Sanitarie Locali

InfermieristicaMente Sindacando

Per la Assl di Sassari si è scelto Giuseppe Pintor, commissario uscente della Aou sassarese ed ex capo di gabinetto dell’assessore regionale della Sanità, Luigi Arru; per Olbia, nominato Pierpaolo Pani, ex direttore sanitario della Asl di Cagliari; per Nuoro è stato designato Andrea Marras, ex direttore amministrativo Asl Sassari; alla Assl di Cagliari andrà Paolo Tecleme, ex commissario della Asl di Olbia; a Lanusei, incaricato Pino Frau, ex di nulla stranamente; si scambiano il territorio di competenza Antonio Onnis e Maddalena Giua, con l’uno che passa alla Assl di Sanluri al posto dell’altra nominata alla Assl del Sulcis-Iglesiente; nominato alla Assl di Oristano, Mariano Meloni, già direttore generale Asl nella precedente giunta di centro destra.

Tutti sostanzialmente ex che usciti dalla porta, sono rientrati dalla finestra per meriti che diventa francamente difficile attribuire a capacità manageriali eccelse come qualcuno vorrebbe far intendere e facilmente riscontrabili dai lasciti dei precedenti incarichi.

>>>>continua QUI

IL 9 NOVEMBRE 2016 INCONTRO CON L’ASSESSORE

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IL 9 NOVEMBRE ALL’INCONTRO CON L’ASSESSORE CI BATTEREMO PER DIFENDERE I DIRITTI NEGATI AI LAVORATORI

1) DIFESA DELLO STIPENDIO PROGRESSIONI ECONOMICHE, INDENNITÀ ACCESSORIE, RICHIESTA DI FONDI AGGIUNTIVI DA PARTE DELLA REGIONE, PAGAMENTO FESTIVI;

2) INCREMENTO DELLE DOTAZIONI DI PERSONALE PER COMBATTERE CARICHI DI LAVORO ECCESSIVI, GARANTIRE IL RISPETTO DELLE NORME SULLE PAUSE E I RIPOSI, IMPEDIRE IL DEMANSIONAMENTO;

3) CONSENTIRE AI DIPENDENTI PERCORSI DI MOBILITÀ VOLONTARIA PRESSO I REPARTI DEI PRESIDI DELLA PROPRIA AZIENDA E LA CONCESSIONE DEI NULLAOSTA PER ALTRE AZIENDE. Cagliari 05 Novembre 2016.

Firmato: Nursind (Anedda Fabrizio)  Fials (Paolo Cugliara) Fsi  (Pusceddu Mario) Nursing Up (Diego Murracino)

Scarica il Volantino Area Autonoma qui

COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO – RIVENDICARE I DIRITTI NEGATI AI LAVORATORI

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Le Organizzazioni Sindacali Autonome del Comparto Sanità Pubblica, Fials, Fsi, Nursind e Nursing Up, rappresentative a livello Nazionale nel Comparto Sanità Pubblica, si confronteranno Mercoledì 9 Novembre con l’Assessore alla Sanità Dottor Luigi Arru con un unico obbiettivo:

RIVENDICARE I DIRITTI NEGATI AI LAVORATORI

Sorprende la convocazione Dell’Assessore Arru su tavoli separati poiché oggi appartenere all’area Sindacale Autonoma, in Sardegna, porta con se un significato importante: il riconoscimento e l’adesione dei lavoratori, l’essere maggiormente rappresentativi nelle ASL della nostra Regione. Il vecchio sistema Dīvĭdĕ et īmpĕrā non funziona più; Gli accordi Sindacali hanno efficacia giuridica solamente quando vengono firmati dalla maggioranza degli aventi diritto pertanto, le scriventi pretendono con forza, e senza eccezione alcuna, il rispetto delle regole del CCNL del Comparto Sanità: Tutti gli aventi diritto devono essere convocati allo stesso tavolo di contrattazione! Questo sia a livello Regionale che a livello Aziendale, in particolare nella costituenda Azienda per la Tutela della Salute ( ATS). Oggi in maniera univoca e compatta si rivendica l’applicazione corretta degli Istituti contrattuali, chiediamo un’interpretazioni corretta, scevra da visioni soggettive, appartenenti ad aziendalisti giustizieri, lontane dalle norme e ancor più dai lavoratori. Chiediamo un confronto produttivo, indirizzato alla tutela dei lavoratori, che permetta di trovare soluzioni condivise su diversi Istituti contrattuali resi mortificanti per gli operatori della sanità e di seguito rappresentati in elenco:

Dotazioni Organiche;

• Carichi di lavoro;

• Pronta Disponibilità;

• Mancato pagamento dei festivi ai turnisti;

• Aumento dell’orario di servizio di 10 minuti per la pausa;

• Mancata Concertazione dei criteri per l’assegnazione delle Posizioni Organizzative, Coordinamenti e Progressioni Orizzontali;

• Disdetta unilaterale degli accordi integrativi sulle indennità del 118, Della Psichiatria e del Pronto Soccorso;

• Mobilità selvaggia;

• Negazione di diritti quali: Part Time, Comando, Aspettativa e nulla osta per mobilità. Argomenti per i quali TUTTI i Sindacati, RSU comprese, in segno di protesta hanno aderito alla giornata del Sit in di Lunedì 24 Ottobre scorso. Cagliari 05 Novembre 2016.

Firmato: Nursind (Anedda Fabrizio)  Fials (Paolo Cugliara) Fsi  (Pusceddu Mario) Nursing Up (Diego Murracino)

Scarica il comunicato stampa congiunto qui

Cagliari. NurSind invita e diffida le Aziende della provincia: sia rispettato diritto relativo ai festivi Infrasettimanali.

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Pubblichiamo nota della Segreteria Territoriale NurSind di Cagliari, nella persona di Fabrizio Anedda, in riferimento, alla prosecuzione dei provvedimenti relativi alla sottrazione per i festivi Infrasettimanali di cui all’art. 9 CCNL integrativo 2001, ragion per cui è stata inoltrata lettera di invito al ritiro e successiva diffida, all’Assessore alla Salute ed ai Direttori Generali delle Aziende Sanitarie ed Ospedaliere.

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Onorevole Assessore, Spett.li commissari e Direttori Generali, 

Il recente provvedimento con il quale codesta ASL ha provveduto a rivedere la regolamentazione retributiva delle festività infrasettimanali ha lasciato particolarmente attoniti i lavoratori che lamentano l’illegittimità della condotta datoriale così seguita, posta in essere in violazione della normativa contrattuale, nonché in particolare della normativa legislativa attualmente vigente.

A questo proposito si osserva come gli istituti in questione sono disciplinati dagli artt. 2 e 5 della L. 260/49, dalla L. 520/52, nonché dalle norme di cui all’art. 9 co. 1 CCNL – Area Comparto Sanità del 20/9/2001 e di cui all’art. 44 co. 12  CCNL – Area Comparto Sanità 1994-1997.

Più in particolare l’art. 5 della L. 260/49 recita testualmente: “…ai salariati retribuiti in misura fissa che prestino la loro opera nelle suindicate festività è dovuta, oltre la normale retribuzione giornaliera, compreso ogni elemento accessorio di questa, la retribuzione per le ore di lavoro effettivamente prestate con la maggiorazione per il lavoro festivo…”.

La L. 520/52 a sua volta dispone: “A tutto il personale di qualsiasi categoria alle dipendenze delle istituzioni sanitarie pubbliche e private compete il riposo nelle feste infrasettimanali. Il personale che per ragioni inerenti all’esercizio deve tuttavia prestare la propria opera nelle suddette giornate, ha diritto ad un corrispondente riposo da godere, compatibilmente con le esigenze di servizio, entro 30 giorni dalla data della festa infrasettimanale non fruita. Nel caso che l’esigenza del servizio non permetta tale riposo, le amministrazioni sono tenute al pagamento doppio della giornata festiva”.

Quanto alle norme contrattuali l’art. 9 co. 1 CCNL Comparto Sanità del 20/9/2001 rubricato: “riposo compensativo delle giornate festive lavorate” così statuisce: “ad integrazione di quanto previsto dall’art. 20 del CCNL 1/9/1995 e art. 34 del CCNL 7/4/1999, l’attività prestata in giorno festivo infrasettimanale dà titolo, a richiesta del dipendente da effettuarsi entro 30 giorni, a equivalente riposo compensativo o alla corresponsione del compenso per lavoro straordinario con la maggiorazione prevista per il lavoro straordinario festivo”.

A sua volta l’art. 44 co. 12  CCNL Area Comparto Sanità 1994-1997 afferma espressamente: “Per il servizio di turno prestato per il giorno festivo compete una indennità di £ 30.000 lorde se le prestazioni fornite sono di durata superiore alla metà dell’orario di turno, ridotte a £ 15.000 lorde se le prestazioni sono di durata pari o inferiore alla metà dell’orario anzidetto con un minimo di due ore. Nell’arco delle 24 ore del giorno festivo non può essere corrisposta a ciascun dipendente più di un’indennità festiva”.

Orbene dal quadro normativo sin qui esposto emerge chiaramente che per l’attività prestata nelle giornate coincidenti con le festività infrasettimanali spetta ai lavoratori il riposo compensativo o in alternativa il pagamento della retribuzione corrispondente allo straordinario festivo.

A ciò aggiungasi che le disposizioni di legge citate ed in particolar modo quella di cui all’art.1 L. 520/52, tutt’ora vigente, comunque prevalgono rispetto alla normativa contrattuale in quanto nel sistema gerarchico previsto dal nostro ordinamento, la contrattazione collettiva è gerarchicamente subordinata alla legge.

Tale osservazione appare di fondamentale importanza con riferimento alla nota dell’ARAN in base alla quale codeste aziende hanno deciso di non riconoscere più per la prestazione lavorativa coincidente con la festività infrasettimanali il diritto al riposo compensativo o alla retribuzione maggiorata per lo straordinario festivo.

Infatti la questione non può essere disciplinata o regolamentata sulla base di una interpretazione, per altro di parte della normativa contrattuale che, oltre tutto, è pur sempre soggetta alla legge e quindi a quanto disposto dall’art. 5 della L. 260/49 e dalla L. 520/52.

Si rilevi ancora che fino ad oggi codeste aziende, come del resto tutte le ASL e Aziende Ospedaliere  in Italia, hanno sempre dato applicazione all’art. 9 co. 1 CCNL Area Comparto Sanità del 20/9/2001 sulla base di un parere dell’ARAN che testualmente osservava: “nel caso di richiesta da parte del dipendente del servizio prestato in giorno festivo infrasettimanale, allo stesso compete il compenso per lavoro straordinario con la maggiorazione prevista per il lavoro straordinario festivo senza pregiudizio per l’indennità (pari ad € 15,49) prevista dall’art. 44 co. 12 del CCNL 1/9/1995 per il servizio di turno prestato per il giorno festivo”.

Appare quanto mai singolare dunque che lo stesso ARAN a distanza di circa 15 anni abbia dapprima dato un’interpretazione nel senso della cumulabilità dei trattamenti previsti dagli artt. 9 co. 1 e 44 co. 12 e poi invece, in epoca di spending review abbia modificato lo proprio indirizzo in merito, senza che sia intervenuta alcuna modifica della normativa contrattuale vigente.

Ma c’è di più! La Corte di Cassazione a Sezioni Unite nella sentenza n. 9097/2007 si esprimeva chiaramente ed inconfutabilmente a favore del cumulo della compatibilità delle due disposizioni contrattuali dichiarando “che una cosa è compensare il maggior disagio per il lavoro prestato in turni, altra è prevedere un compenso per il caso in cui, nell’ambito di tale prestazione si determini altresì la mancata fruizione del riposo compensativo, atteso che la diversità delle funzioni svolte conferma l’infondatezza del motivo di ricorso con cui il Comune ricorrente erroneamente sostiene che l’applicazione della prima disposizione richiederebbe (per i turnisti) l’applicabilità della seconda in forza di un cosiddetto principio di specialità che è, invece, inesistente riguardo alle due disposizioni in quanto le stesse sono riferite a istituti con funzioni diverse”.

In definitiva la natura stessa degli istituti di cui alle due disposizioni contrattuali è assolutamente diversa, avendo il primo ( di cui all’9 co. 1 CCNL Comparto Sanità del 20/9/2001) carattere retributivo  ed il secondo (di cui all’art. 44 co. 12  CCNL Area Comparto Sanità 1994-1997) carattere indennitario.

Ciò considerato la posizione assunta in merito da Codeste Aziende è del tutto illegittima, per cui la scrivente organizzazione sindacale,

INVITA

La Asl di  Cagliari, A.O. Brotzu, AOU Cagliari, ASL 7 Carbonia  e l’On. Assessore alla Salute a ripristinare la corretta applicazione delle disposizione di cui agli artt.9 co. 1 CCNL Comparto Sanità del 20/9/2001 e 44 co. 12  CCNL Area Comparto Sanità 1994-1997.

DIFFIDA

Codeste  AZIENDE dal ripetere tutte le somme corrisposte ai dipendenti a norma e per gli effetti dell’art 9  co. 1 CCNL Comparto Sanità del 20/9/2001, con l’avvertenza che nel caso di mancata ottemperanza  a quanto in questa sede richiestoVi sarà dato mandato al nostro ufficio legale per tutelare i diritti dei dipendenti così violati.

Segretario Teritoriale NurSind Cagliari

Fabrizio Anedda