Author Archives: spelo

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BONUS MAMME

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SCIOPERO

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Festivi non pagati, gli infermieri della Sardegna vincono la battaglia in tribunale.

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Gli infermieri delle aziende ospedaliere della Sardegna si vedranno riconosciuto il pagamento dei festivi infrasettimanali.

L’impegno profuso dal NurSind di Cagliari, per quel che concerne il riconoscimento del pagamento dello straordinario per le festività infrasettimanali degli infermieri, sta finalmente ottenendo i risultati sperati – spiega Fabrizio Anedda, segretario provinciale del sindacato –. Infatti il Ccnl della Sanità pubblica prevede che, quando un operatore della sanità presti la propria attività lavorativa e professionale in un giorno coincidente con le festività, come il Capodanno, il 25 aprile, il primo maggio, ha diritto al pagamento della maggiorazione per lo straordinario festivo o festivo-notturno».

Le aziende sanitarie della Sardegna – aggiunge – avevano interrotto questi pagamenti dal mese di gennaio 2018, ritenendo erroneamente che gli stessi non fossero dovuti agli infermieri turnisti. Il Tribunale di Cagliari però ha riconosciuto tale diritto a tutti gli infermieri, condannando le varie aziende alla liquidazione degli emolumenti in questione degli ultimi 5 anni per circa 2500/3000 euro lordi cadauno». 

(Unioneonline/s.s.)

leggi anche l’articolo su Italia Oggi


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GUIDA PRATICA ALLA MATERNITA’

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La presente guida pratica ha lo scopo di guidare, dal punto di vista normativo e di diritti, nel difficile percorso della maternità accompagnando le neo mamme dal momento in cui scoprono di aspettare un bambino fino a dopo la nascita. La guida non è del tutto esaustiva ma rappresenta, secondo il nostro parere, una valida traccia per i vari step della gravidanza raccontando, nel modo più semplice possibile, cosa fare nelle varie fasi della gravidanza. Dopo questa breve premessa non ci resta altro che augurarvi un enorme in bocca al lupo per il vostro percorso verso il nuovo stato di mamme e papà e buona lettura…………>>>>>>>CONTINUA


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Aumento buste paga luglio. La tabella degli importi

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Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto Lavoro, sono finalmente chiari gli importi che andranno a modificare la busta paga dei lavoratori dipendenti.

Il decreto infatti interviene con misure volte a ridurre il cuneo fiscale, per la parte contributiva, nei confronti dei lavoratori dipendenti con redditi fino a 35.000 euro lordi annui.

Il taglio al cuneo fiscale sarà incrementato di ben 6 e 7 punti percentuali in base al reddito percepito dal lavoratore.  Si tratta dunque di un incremento di 4 punti percentuali rispetto a quanto già stabilito dalla Legge di Bilancio 2023.

In sintesi:

  • si eleva dal 3% al 7% per i redditi fino a 25 mila euro
  • si leva dal 2% al 6% per i redditi fino a 35 mila euro

ovvero:

  • 7% per le buste paga d’importo inferiore a 1.923 euro lordi
  • 6% per le buste paga d’importo superiore a 1.923 euro ma comunque pari o inferiore a 2.692 euro.

L’aumento In busta paga da luglio a dicembre 2023, esclusa la tredicesima sarà il seguente:

  • dai 50 agli 80 euro per lavoratori con redditi fino a 25mila euro da luglio a dicembre 2023
  • dai 90 ai 100 euro per lavoratori con redditi fino a 25mila euro da luglio a dicembre 2023.

A questo si aggiunge lo sgravio contributivo, che andrà avanti fino a dicembre 2023 ma non comprenderà la tredicesima – per  tutti coloro che hanno un reddito da lavoro fino a 35 mila euro l’anno. Più correttamente, il “bonus” si applicherà su tutte le buste paga il cui imponibile lordo non supera i 2.692 euro.

Nel dettaglio, chi guadagna fino a 2.692 euro godrà di uno sgravio del 4%dell’aliquota contributiva a carico del lavoratore, solitamente pari al 9,19% (8,80% per i dipendenti del pubblico impiego) ma che è già stata ridotta del 2% o 3% (per chi non supera il limite di 1.923 euro) dall’ultima legge di Bilancio 2023.

Ciò significa che da luglio 2023 l’aliquota contributiva a carico dei lavoratori passerà da:

  • 6,19% (5,19% per gli statali) a 2,19% (1,80%) per chi ha una retribuzione lorda pari o inferiore a 1.923 euro;
  • 7,19% (6,80% per gli statali) a 3,19% (2,80%) per coloro che hanno una retribuzione superiore a 1.923 ma pari o inferiore a 2.692 euro.

Di quanto aumenta lo stipendio?

Nella tabella elaborata da De Fusco Labour & Legal, viene messa in risalto la differenza tra i prossimi due stipendi erogati ai lavoratori, nonché l’importo complessivamente riconosciuto grazie agli ultimi interventi del governo:


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12 maggio – GIORNATA INTERNAZIONALE DELL’INFERMIERE

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Giornata infermiere, Nursind: italiani apprezzano professione

11 maggio 2023

Roma, 11 mag. (askanews) – “Questo 12 maggio per noi è ancora più importante: celebriamo la Giornata internazionale dell’infermiere, ma anche i 25 anni di vita del Nursind, 25 anni al fianco dei professionisti che garantiscono la salute dei cittadini. Perciò fa piacere constatare che la percezione che gli italiani hanno degli infermieri sia positiva. Da un sondaggio commissionato da Nursind a Swg, infatti, emerge come il 50% dei cittadini apprezzi la possibilità che gli infermieri hanno di aiutare gli altri”. Lo dichiara il segretario nazionale del Nursind, Andrea Bottega, alla vigilia della Giornata internazionale dell’infermiere.

“Rimane però scoperto il nervo delle basse retribuzioni e della poca appetibilità della professione. E questo ci preoccupa. Come dovrebbe preoccupare tutti i cittadini, considerato il fatto che se i giovani non intraprendono questa professione presto rimarremo senza infermieri e, come ha dimostrato l’esperienza pandemica, senza infermieri è a rischio la salute di tutti”, aggiunge.

“Per tale motivo dobbiamo impegnarci a migliorare l’autonomia e le condizioni di lavoro della categoria. Questi sono gli aspetti che i giovani evidenziano come più problematici della nostra professione. Tuttavia, la fiducia che gli italiani hanno nei confronti degli infermieri ci stimola ad impegnarci a tutelare loro e tutto il Servizio sanitario nazionale”, conclude Bottega.

VEDI VIDEO

Giornata infermiere, Nursind: italiani apprezzano professione – Il Sole 24 OREhttps://stream24.ilsole24ore.com/video/italia/giornata-infermiere-nursind-italiani-apprezzano-professione/AEhrHESD?refresh_ce=1


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25 APRILE

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I sindacati esclusi vincono il ricorso, Rsu da rifare all’Azienda ospedaliera Brotzu

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Il Tribunale dà ragione a Nursing Up, USB Sanità e Nursind

La rappresentanza sindacale unitaria dell’Azienda ospedaliera “Brotzu” di Cagliari dovrà essere rinnovata, in base ai voti espressi dai lavoratori: lo ha deciso il Tribunale di Cagliari, che con un’ordinanza datata 7 marzo 2023 ha accolto il ricorso presentato dai sindacati Nursing Up, USB Sanità, Nursind, che accusavano Cgl, Cisl, Uil e Fials di averli esclusi dalla delegazione.

In una nota congiunta, firmata anche dalla Fsi, le quattro sigle rappresentate dall’avvocato Giovanni Cristian Melis accolgono la decisione con soddisfazione e auspicano che “ora l’Rsu del Brotzu possa cambiare rotta e lavorare unitariamente nell’interesse generale dei lavoratori” e “ritengono opportune le dimissioni dell’attuale presidente dell’Rsu, Irene Desogus, ferma restando la riserva di procedere con una causa risarcitoria verso gli artefici del tentativo di limitare le nostre prerogative”.

“È vergognoso che ci siamo dovuti rivolgere al Tribunale per garantire il rispetto dell’espressione elettorale dei lavoratori del Brotzu contro altre organizzazioni sindacali che hanno cercato di limitare le nostre prerogative di rappresentanza”, ha commentato Diego Murracino, del Nursing Up.

Secondo Fabrizio Anedda del Nursind è “una bella vittoria che ci deve far riflettere sullo scandaloso comportamento preclusivo esercitato dai diversi rappresentanti dei lavoratori”.

“Finalmente si mette fine a una vergognosa parentesi sindacale che ci ha visti protagonisti di un grave danno d’immagine e delle nostre prerogative, portato avanti vergognosamente e consapevolmente per cercare di silenziare una voce dissonante”, ha detto Gianfranco Angioni, della Usb Sanità. “Oltre a non esitare a rivendicare un risarcimento economico continueremo a lottare con più forza per stabilizzazioni, assunzioni, incremento dotazioni organiche e rispetto dell’orario contrattuale”.

A nome della Fsi – che non aveva firmato il ricorso giudiziario – Marco Pulisci si aspetta che “in coerenza con l’ordinanza venga inserita nella delegazione trattante Rsu anche la rappresentanza della lista Fsi, per evitare un ulteriore causa contro il persistere della attuale esclusione“.

Giovanni Congiu, decano del sindacato Cisna, ha espresso sostegno ai sindacati ricorrenti, auspicando che “nella Rsu del Brotzu non si vedano mai più tentativi di bavaglio verso la libertà sindacale“.

Mercoledì 8 marzo 2023


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Bonus Dipendenti Pubblici: da Gennaio 2023 in Busta Paga PER TUTTI. Scopri gli IMPORTI

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La Legge di Bilancio 2023 in vigore dal 1° gennaio a stanzia un  emolumento una tantum per i dipendenti delle P.A. da corrispondere per 13 mensilità, pari al1,5% della retribuzione, quanto spetta quindi ogni mese ad Infermieri, Ostetriche, OSS e Tecnici?

Cos’è il Bonus Dipendenti 2023?

Il bonus dipendenti pubblici 2023 è un emolumento accessorio una tantum, cioè un compenso extra rispetto allo stipendio di statali e lavoratori degli enti pubblici, pensato per contrastare l’inflazione e come alternativa agli scatti contrattuali, che non è stato possibile finanziare per mancanza di fondi, riconosciuto dal 1° gennaio al 31 dicembre 2023 e da applicare a 13 mensilità.

Nella Legge di Bilancio 2023 (articolo 1, commi 330 – 333) l’importo spettante è pari all’1,5% dello stipendio.

Ovvero, l’aumento sarà proporzionale alla retribuzione e, quindi, sarà tanto maggiore quanto è più alta la retribuzione.

Quanto spetta?

Il MEF (Ministero di Economia e Finanza), ha pubblicato le tabelle (link allegato in calce) relative agli importi orientativi ponderati sulla scorta dello stipendio base tabellare, è chiaro che la somma è destinata ad aumentare parallelamente al crescere del compenso.

Pertanto, secondo il MEF, le cifre base sarebbero:

Infermieri, Tecnici e Ostetriche: dalle 29€ mensili della Categoria D, alle 39€ della Ds6;

OSS: dalle 25€ alle 19€;

Gli importi saranno corrisposti in ogni busta paga del 2023 per tredici mensilità.

La somma extra include solo i contributi ai fini del trattamento di quiescenza (pensione) e dell’Imposta regionale sulle attività produttive (IRAP). Viceversa, non rileva agli effetti dell’indennità premio di fine servizio, dell’indennità sostitutiva di preavviso, del TFR, nonché delle indennità per cessazione del rapporto di lavoro da corrispondersi agli eredi che vivevano a carico del prestatore di lavoro in caso di morte di quest’ultimo.

Ciò significa, in buona sostanza, che con questo extra si pagheranno solo i contributi per la pensione e l’IRAP.

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Policlinico di Monserrato il Pronto soccorso “Posti letto finiti, 29 pazienti in barella nei corridoi, 5 col Covid”: infermieri denunciano

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Al Policlinico di Monserrato il Pronto soccorso, la porta dell’ospedale, il primo punto di accoglienza dei pazienti, è diventato un reparto con persone in gravi condizioni di salute tenute in barella, nei corridoi e per settimane”. A denunciare lo stato di emergenza è il NurSind, il sindacato delle professioni infermieristiche che parla attraverso il suo dirigente, Christian Cugusi (nel video alla fine dell’articolo).

“Nella giornata di domenica siamo arrivati ad avere 29 ricoverati nei locali del Pronto Soccorso, dove c’erano barelle ovunque: nei corridoi, davanti ai bagni e agli ambulatori, un disastro totale per gli operatori sanitari che devono fronteggiare la situazione e per i pazienti che non possono ricevere le cure adeguate, ovvero quelle che avrebbero se fosse tenuti in un posto letto nel reparto di competenza”. Ad aggravare la situazione, racconta sempre il dirigente sindacale NurSind, la carenza di personale. Per cui “sette infermieri devono contemporaneamente ricevere il flusso di pazienti e assegnare i codici e dare assistenza ai 29 degenti, di cui 5 sono positivi al Covid“. La media giornaliera di persone che accedono al Pronto soccorso è di 130 persone.

“La mancanza di posti letto al Policlinico – prosegue Cugusi – ha creato questa situazione di estrema gravità all’interno del Pronto soccorso. Prima di essere mandati nel reparto adeguato, i malati vengono tenuti in barella per tre o quattro giorni. Ma siamo arrivati a picchi di 11 giorni. Parliamo di persone non in salute, non sempre giovani, con situazioni anche gravi da trattare. Chiediamo l’intervento immediato delle Autorità competenti per risolvere questa emergenza”.

Christain Cugusi

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