Il coraggioso «libro bianco» di Nursind parla per tutti gli infermieri

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Il coraggioso «libro bianco» di Nursind parla per tutti gli infermieri

Category : Notizie

Sanità. Le opacità dell’Ipasvi, l’ordine professionale dei 420.000 infermieri italiani denunciate nel “libro bianco” del piccolo sindacato Nursind.

ospedale-corsia-medici.jpg_415368877Il   più pic­colo ‚il più gio­vane, il più indi­pen­dente dei sin­da­cati degli infer­mieri ita­liani , il Nur­sind, ha reso pub­blico un «libro bianco» per denun­ciare la non tra­spa­renza del pro­prio organo di rap­pre­sen­tanza pro­fes­sio­nale, l’Ipasvi, vale a dire la fede­ra­zione nazio­nale di tutti i col­legi infer­mie­ri­stici d’Italia (420.000 infermieri).

Una denun­cia che pur riguar­dando l’opacità finan­zia­ria dell’ente, non anno­ve­re­rei tra le solite cro­na­che sull’immoralità del sistema isti­tu­zio­nale pub­blico di que­sto paese, anche se l’Ipasvi è un ente pub­blico finan­ziato con le tasse degli infer­mieri, ma che ha tutto il signi­fi­cato di una bat­ta­glia poli­tica rifor­ma­trice. Nur­sind, con il suo «libro bianco», ci dice che i gra­vis­simi pro­blemi della cate­go­ria non si pos­sono risol­vere se non a par­tire dalle qua­lità della sua rap­pre­sen­tanza: il pro­getto stra­te­gico non può essere sepa­rato dalla mora­lità della pro­pria rap­pre­sen­tanza. Se que­sta non è affi­da­bile, nes­suna bat­ta­glia per quanto qua­li­fi­cata sarà credibile.

Molti sono gli infer­mieri, che si ritro­ve­ranno nel «libro bianco», sono tutti coloro che si sen­tono tra­diti nelle loro pro­spet­tive pro­fes­sio­nali e sven­duti a regioni e aziende che li usano per qual­siasi cosa come forza lavoro a basso costo. Il «libro bianco», con i suoi numeri, ci dice che la rap­pre­sen­tanza mas­sima degli infer­mieri è opaca, rifiuta la tra­spa­renza, non dà conto della desti­na­zione delle risorse di cui dispone, ne abusa in diversi modi per ali­men­tare poteri personali.

In poche parole, sem­bra dirci che un «ente pub­blico non eco­no­mico» è diven­tato pro­ba­bil­mente un «ente pri­vato eco­no­mico». La sua pre­si­dente non ha mai voluto chia­rire il suo red­dito reale, è pen­sio­nata, ha con­tratti di col­la­bo­ra­zione con la Asl di Bolo­gna, è socia di una società assi­cu­ra­tiva che assi­cura gli infer­mieri, ma è soprat­tutto sena­trice del Pd.

Il governo Renzi sino ad ora ha pre­fe­rito igno­rare que­sto stato di cose. Noi stessi su que­sto gior­nale, abbiamo a più riprese sol­le­ci­tato un suo inter­vento di mora­liz­za­zione… (vedi il mani­fe­sto del 22, il botta e rispo­sta con la sena­trice Sil­ve­stri il 25 luglio e gli arti­coli del 29 luglio ) ma fino ad ora niente. Dal “grande” rifor­ma­tore la più totale indif­fe­renza… come se vi fosse una dop­pia morale, il pre­si­dente del con­si­glio che cam­bia la Costi­tu­zione e il segre­ta­rio del Pd che non cam­bia ciò che è mar­cio forse per­ché fun­zio­nale agli inte­ressi di con­sor­te­ria del suo partito.

Que­sto «libro bianco», quale atto poli­tico di cam­bia­mento, nasce sulla scia di una bat­ta­glia a viso aperto, leale, pro­mossa da un 5 % di infer­mieri che ha deciso di disob­be­dire, ferito da penosi epi­sodi per­se­cu­tori nei con­fronti di chi ha osato tra di loro, chie­dere tra­spa­renza, col­pito financo nella sua libertà di espres­sione subendo attac­chi di tutti i tipi a «infer­mie­ri­sti­ca­mente», la loro voce sul web.

asce anche con una cate­go­ria inti­mo­rita, ridotta al silen­zio di fatto da una rete di inte­ressi che dimo­stra come l’Ipasvi asso­mi­gli a una «cupola» che con­trolla posti di lavoro, uni­ver­sità, con­corsi, pro­gres­sioni di car­riera. Nasce infine in un momento dove la sanità è smar­rita, muta, fiac­cata nella volontà di com­bat­tere, esclusa da ogni deci­sione impor­tante, in balia dei patti impro­ba­bili tra governo e regioni.

In tale con­te­sto il «libro bianco» di Nur­sind , si legge come un atto quanto meno con­tro­cor­rente, corag­gioso, determinato…ma anche stu­pen­da­mente dispe­rato, come quelle cose che nel momento della mas­sima dif­fi­coltà tirano fuori inso­spet­tate capacità.

Se i colori deno­tas­sero dav­vero delle virtù morali, il libro sull’Ipasvi non dovrebbe essere bianco ma nero, per rap­pre­sen­tare l’opacità che nasconde, o il verde mar­cio o il giallo pus, per rife­rire della degra­da­zione. Il «bianco», in que­sta denun­cia, sem­bra in realtà signi­fi­care il colore di una nuova pagina sin­da­cale su cui scri­vere una nuova poli­tica, offerta a tutti gli infer­mieri d’Italia in un momento dav­vero particolare.

Il «libro bianco» esce men­tre in senato si sta discu­tendo un ddl nel quale, tra le varie cose, è pre­vi­sto un finto rior­dino degli ordini e dei col­legi, del tutto fun­zio­nale agli inte­ressi per­so­nali dei pre­si­denti in carica , ma esce anche alla vigi­lia delle ele­zioni per rin­no­vare il qua­dro diri­gente dei collegi.

Rela­ti­va­mente a tale appun­ta­mento, auspico che la con­ser­va­zione e gli egoi­smi di posi­zione, che sono die­tro la denun­cia del «libro bianco», siano scon­fitti o quanto meno ridi­men­sio­nati; auspico che il cam­bia­mento abbia le fat­tezze della libertà di pen­siero, dell’autodeterminazione e della rap­pre­sen­tanza demo­cra­tica, auspico che le ele­zioni dei nuovi col­legi, siano cor­rette come non sono mai state sino ad ora… ma auspico anche che il mes­sag­gio di fondo del «libro bianco» sia rac­colto da coloro che sino a ora sono restati a guar­dare alla fine­stra, cioè i sin­da­cati con­fe­de­rali, le asso­cia­zioni di cate­go­ria, tutto il qua­dro dei diri­genti e dei docenti universitari.

A que­sto 5%, il mio rispetto e la mia solidarietà.

Ivan Cavicchi, 

Scarica  Il libro bianco sul collegio degli infermieri  qui


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