Monthly Archives: gennaio 2020

Sanità, infermieri sul piede di guerra

La carenza cronica del personale mette a rischio il sistema

ANEDDA (NurSind): ” L’attuale stato di agitazione non esclude la piazza”

«La nostra battaglia sindacale è una battaglia che riguarda tutti. La salute e le buone cure sono un diritto primario di ogni persona e di ogni cittadino. Per noi riuscire a mettere insieme tutte le parti intorno a un tavolo per discutere dei gravi problemi che riguardano il settore infermieristico in tutta l’isola è un primo passo». Parole di Fabrizio Anedda, coordinatore regionale del NurSind, al termine della tavola rotonda di ieri in Prefettura a Cagliari.
Politica assente
«Con grande rammarico abbiamo notato la pesante assenza della parte politica, come quella del presidente della Regione Christian Solinas e dell’assessore alla Sanità Mario Nieddu, ai quali avevamo rivolto l’invito a presentarsi al tavolo di conciliazione. Un’assenza che riteniamo pesante e indicativa della scarsa attenzione che si sta prestando alle rivendicazioni della categoria, e di conseguenza ai pazienti».
Stato d’agitazione
Il sindacato già da qualche settimana ha annunciato lo stato d’agitazione dei lavoratori e in una nota sottoposta all’attenzione della Giunta regionale e del Prefetto Bruno Corda sottolinea come la carenza di personale infermieristico, ostetrico e di supporto, con conseguente incongruo rapporto tra operatori e utenza che colpisce l’intera Sardegna, metta a rischio sia la salute del paziente ricoverato sia la buona riuscita di un intervento. «Per dare una idea concreta del problema, lo si può tradurre in un pratico esempio numerico: se per legge il rapporto dovrebbe essere 1 a 6, ovvero un operatore sanitario ogni sei pazienti, in Sardegna si toccano picchi di 1 a 25», ha sottolineato Anedda.
Protesta in piazza
«L’incontro di oggi non ha prodotto i risultati minimi sperati – ha detto Fausta Pileri, componente del direttivo nazionale NurSind e vicecoordinatore sarda – pertanto abbiamo intenzione di mobilitare tutto il personale infermieristico sanitario, con l’obiettivo di informare gli utenti sul progressivo declino del sistema sanitario, fanalino di coda in Italia per quanto attiene i livelli essenziali di assistenza. Oggi stesso ci riuniremo per prendere le decisioni sul prossimo futuro: non saremo complici di questo immobilismo politico e amministrativo, e se necessario scenderemo in piazza a manifestare per un diritto collettivo».
Francesca Melis

AVANTI CON LO STATO DI AGITAZIONE – NULLA DI FATTO NELL’INCONTRO IN PREFETTURA DEL 29/01/2020

Lo stato di agitazione andrà avanti. Fumata nera in Regione.  L’incontro del 29/01/2020 in prefettura non ha prodotto i minimi risultati sperati. Gli Infermieri Sardi in rivolta e ignorati dalla Regione, S.O.S. posti letto e aggressioni negli ospedali. 

“Oggi siamo venuti qui in Prefettura, e per noi è un primissimo passo essere riusciti a mettere insieme almeno tutte le parti intorno a un tavolo, per discutere dei gravi problemi che riguardano il settore infermieristico in tutta l’isola. Con grande rammarico abbiamo notato la pesante assenza della parte politica, come quella del Presidente della Regione Solinas e dell’assessore della Sanità Nieddu, al quale avevamo rivolto l’invito a presentarsi oggi al tavolo di conciliazione. Una assenza che riteniamo pesante e indicativa della scarsa attenzione che si sta prestando alle rivendicazioni della categoria, e di conseguenza ai pazienti”. A dirlo, a margine della tavola rotonda in Prefettura è il coordinatore regionale del NurSind, Fabrizio Anedda “che fa notare le gravi condizioni per cui un infermiere deve assistere, talvolta con un rapporto di uno a venticinque. Così non si può chiamare assistenza infermieristica. I problemi, inoltre, potrebbero aumentare con l’uscita del personale che andrà in pensione con la quota 100. Il sindacato delle Professioni Infermieristiche. NurSind, si rivolge  agli organi politici e vertici generali chiedendo  di porre in essere azioni tendenti a migliorare l’assistenza infermieristica”.

Alcune delle richieste. Nella nota dei rappresentanti sindacali si evidenzia una situazione ormai al collasso, che mette – sottolineano – a serio rischio la salute del paziente ricoverato e può compromettere la buona riuscita di un intervento. Tutto questo è dovuto, in estrema sintesi alla lamentata grave carenza di personale che riguarda l’intera Sardegna.
Nella nota si legge infatti della persistente carenza di personale infermieristico, ostetrico e di supporto, con conseguente incongruo rapporto tra operatori e utenza. “Per dare una idea concreta del problema, lo si può tradurre in un pratico esempio numerico: se per legge il rapporto dovrebbe essere 1 a 6, ovvero un operatore sanitario ogni sei pazienti, in Sardegna si toccano picchi – in certe unità operative – di 1 a 25”, ha dichiarato Anedda.

Si legge ancora nella nota della mancanza della figura dell’OSS in tutti i turni di servizio, e in tutte le unità operative, la carenza di personale turnista. “Questo accade perché la differenza di stipendio – ho proseguito il coordinatore del NurSind – non incentiva a coprire le ore notturne. Ed esiste anche una mancata applicazione dello straordinario per servizio prestato durante le festività infrasettimanali, e le mancate corrette procedure di mobiltà per l’avvicinamento dei lavoratori al luogo di residenza. Si sottolinea ancora e inoltre l’inaccettabile utilizzo dei posti letto, che sono eccedenti rispetto agli accreditamenti strutturali e un gravissimo fenomeno delle aggressioni nei confronti del personale sanitario”.

Vedi  edizione TGR “Regione Sardegna”   del 29/01/2020 h. 14.00.  minuto 10.40   qui

Pochi infermieri, si va verso lo sciopero

Pochi infermieri, si va verso lo sciopero
Nell’Isola mancano 4500 infermieri. È la principale ragione per cui il NurSind ha proclamato lo stato di agitazione della categoria e minaccia lo sciopero generale.
«Ci sono gravissime carenze di personale infermieristico, ostetrico e di supporto con un conseguente incongruo rapporto tra numero di pazienti e personale sanitario, che potrebbero causare reali rischi per le persone ricoverate», denuncia il coordinatore regionale del Nursind, Fabrizio Anedda, che ha chiesto e ottenuto un incontro in Prefettura a Cagliari per domani alle 11 con l’obiettivo di avviare le procedure di “raffreddamento e conciliazione” della vertenza.
Le ragioni della protesta
Il malessere poggia anche su ragioni di sicurezza, sul mancato riconoscimento e sulla scorretta applicazione di molti istituti contrattuali, sulla mancanza di formazione, sulle aggressioni, sulle carenze strutturali e strumentali, sui difetti sulle retribuzioni, tra le più basse d’Europa e sull’inefficienza della sanità isolana che, sostengono gli infermieri sardi, non rende ai pazienti e ai cittadini i servizi costituzionali per cui si pagano le tasse.
Declino costante
Nel corso di una recente protesta, i rappresentanti del NurSind hanno parlato di una «parabola discendente della sanità sarda che se ancora sopravvive agli innumerevoli e irrisolti atavici problemi, lo deve solo allo spirito di servizio, al senso del dovere e alla inventiva e pazienza di tutto il personale che vi opera». La responsabilità della situazione non viene attribuita solo alla Giunta attuale: «Cambiano i governi, le amministrazioni, gli assessori, i dirigenti. Cambia tutto, tranne l’accelerazione del declino del Servizio sanitario regionale e dell’assistenza al paziente».
L’incontro
Oltre ai vertici sindacali, di tutte le province sarde, al vertice saranno presenti il commissario della Ats Sassari, i direttori generali dell’azienda ospedaliera Brotzu, dell’Areus, dell’Aou di Cagliari e Sassari e l’assessore della Sanità Mario Nieddu. È stato inoltre invitato un rappresentante della commissione di garanzia dell’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali.
 
Fonte:

PROCLAMAZIONE STATO DI AGITAZIONE NURSIND

Gentili colleghi,

Considerate le molteplici problematiche che attanagliano i colleghi in tutte le realtà sanitarie, in data di ieri, 13- 01 – 2020, abbiamo inviato al Prefetto di Cagliari, la proclamazione dello stato di agitazione dell’intera regione infermieristica Sarda. Tanti sarebbero i motivi della nostra contestazione e per descrivere in analitico i riflessi che gli stessi hanno sullo stato d’animo dei dipendenti del SSR non basterebbe un libro intero. Soprattutto nel rispetto e salvaguardia dei nostri concittadini utenti, ma anche a difesa dello spirito di abnegazione dei dipendenti del SSR, abbiamo riassunto le principali e trasversali ragioni che ci hanno indotto a minacciare la mobilitazione degli Infermieri e operatori sanitari sardi, riassumendole nei punti che di seguito riportiamo:

1. Persistente carenza del personale Infermieristico ostetrico e di supporto, con conseguente incongruo rapporto tra operatori e utenza e rischio violazione D.Lgs. 81/2008;

2. Mancata previsione della figura dell’OSS in tutti i turni di servizio e in tutte le UU.OO. che ancora ne sono sprovviste;

3. Carenza di personale turnista h 24 e disomogeneità di interventi risolutivi e incentivanti;

4. Mancata applicazione di corrette procedure di mobilità, affinché al personale sia garantito l’avvicinamento al luogo di residenza .

5. Rispetto dell’art. 60 c. 2 CCNL 2016/18 , inerente il Rapporto di lavoro a tempo parziale. Gli Infermieri sono stanchi di mendicare una forma di rapporto di lavoro previsto dal contratto di lavoro e vedersi sistematicamente negata questa possibilità per i perenni motivi correlati all’esigenza di servizio o a carenza di personale! Le Infermiere sono anche delle madri oltre che a produttrici di salute pubblica! -;

6. Corretta applicazione del D.Lgs 66/2003, Siamo stanchi/e di essere trattati come lavoratori di serie B!;

7. Utilizzo improprio dell’istituto delle pronte disponibilità spesso adoperato per compensare la carenza di organico;

8. Retribuzione eccedenza oraria storicizzata, o tempi certi di fruizione in recupero addirittura ci viene rivolta la minaccia di decurtazione delle ore lavorate e mai fatte recuperare!;

9. Mancato computo e riconoscimento del tempo vestizione/consegne previsto dal CCNL art. 27 commi 11 e 12; 10. Attuazione e fruibilità dei Piani formativi annuali, gran parte dei turnisti non riesce ad ottenere i permessi previsti dal CCNL per dedicare tempo all’aggiornamento obbligatorio, poiché va coperto il turno di servizio istituzionale! ;

11. Condizioni assistenziali presenti nei vari PP.OO. della regione, inaccettabili, conseguenti all’utilizzo di letti in numero eccedente gli accreditamenti strutturali;

12. Incremento misure di protezione per arginare il fenomeno delle aggressioni nei confronti del personale sanitario;

13. Mancata definizione Atto Aziendale AREUS e diritti conseguenti ed erronee procedure di reclutamento personale. Nessun diritto d’opzione per chi ne avrebbe diritto ed elusione di logiche meritocratiche implicitamente conseguenti alla gestione di scorporo per costituzione di nuove aziende.I LAVORATORI NON SONO PEDINE IN UNA SCACCHIERA! ;

14. Mancata applicazione degli articoli 6 e 86 comma 6 lettera b del CCNL 2016 – 2018, estensioni di indennizzo ottenute tramite contratti locali rappresentavano una giusta compensazione per quei lavoratori che svolgono attività critiche, ebbene, la lungimiranza budgetaria ha soppresso anche il buon senso…;

15. Mancata applicazione riconoscimento dello straordinario per servizio prestato durante le festività infrasettimanali di cui all’’ART. 29 c. 6- ci spiegassero perché i dipendenti turnisti dovrebbero lavorare dei turni in più di coloro che non garantiscono il servizio nelle festività nazionali!

I punti sopra riportati,  ricalcano esattamente in modo parziale l’espressione presentata Coordinamento Regionale nel documento trasmesso al Prefetto del capoluogo sardo, al Presidente regionale, all’Assessore alla Salute e alla commissione di Garanzia per lo sciopero. La rivendicazione richiama in parole l’urlo di migliaia di Infermieri stanchi di essere ignorati. NOI SIAMO PRONTI A SCENDERE IN PIAZZA E ANCHE SCIOPERARE, SE ANCHE TU VUOI CAMBIARE LE COSE AIUTA CHI OGGI RAPPRESENTA IL TUO REALE DISSENSO! NURSIND E’ STANCO DI ASPETTARE INUTILI PROMESSE, MA IL TUO AIUTO E’ INDISPENSABILE PER MIGLIORARE LE CONDIZIONI DI LAVORO UNA VOLTA PER TUTTE!!!!

Per la Segreteria NurSind Cagliari

Fabrizio Anedda

 

Comunicato Segreteria NurSind qui

Convocazione  Prefetto per il 29/01/2020 qui