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15 OTTOBRE 2020

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AL SAN MARCELLINO DI MURAVERA TRASCURATA LA SICUREZZA SUL LAVORO E FERIE NEGATE

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NURSIND SCRIVE LETTERA DI DIFFIDA

 

Muravera, 31 luglio 2020 – Negato il diritto alle ferie e alla sicurezza sul lavoro.
Questo, in sintesi, il contenuto della lettera di diffida, inviata da parte del sindacato degli infermieri, il NurSind, al presidio ospedaliero di Muravera: il San Marcellino.
Alcuni dei professionisti tesserati al sindacato, che lavorano in Pronto Soccorso e nel reparto di Medicina, hanno segnalato che non è stata pianificata per loro, la fruizione delle ferie (diritto sancito dal C.C.N.L. che non può essere oggetto di compressione, come si legge nella lettera) e che alcuni di loro debbano ancora beneficiare di ferie dell’anno 2019.
“Da febbraio 2020 la complessità assistenziale si è notevolmente complicata – ha dichiarato Fabrizio Anedda, segretario provinciale NurSind – in quanto è necessario garantire il pre-triage e l’isolamento dei pazienti, siano essi affetti da Covid 19 o potenzialmente tali. La carenza di personale inoltre impedisce una regolare predisposizione dei turni, con la conseguenza che gli operatori presenti non sanno se e quanto potranno beneficiare del periodo feriale, che di fatto gli viene negato”.
Sicurezza, trasporti, ambulanze. Secondo quanto denunciato dal Sindacato, le ambulanze non sarebbero adeguatamente allestite per emergenze, risultando così prive dei requisiti indispensabili, come l’abbigliamento e la dotazione strumentale.”Capita ora – ha proseguito Anedda – che i viaggi risultino sempre più frequenti, per la sottrazione di figure mediche specialistiche. Oltre alla riduzione delle attività di risposta specialistica in Chirurgia, di recente sono state sottratte anche le figure dell’Anestesista Rianimatore e del Radiologo. Dunque, quando risulta necessario un trasferimento, un infermiere e un OSS sono chiamati ad accompagnare il paziente in ambulanza e obbligati a lasciare un altro infermiere da solo a far fronte alle attività di Pre-Triage, assistenza negli ambulatori, ricoveri ospedalieri e per eventuale assistenza a casi sospetti di Covid, posti in isolamento in attesa degli esiti del tampone faringeo. Così come nel Pronto Soccorso, per gli stessi motivi di carenza di personale, anche ai dipendenti del reparto di Medicina vengono negate le ferie”.
L’invito – da parte del Nursind all’Azienda ospedaliera – è dunque quello di rispettare tutte le cautele per il personale operante nel Pronto Soccorso e nel Reparto di Medicina, di voler integrare l’organico presente, in modo che siano assicurati turni corretti di riposo e ferie, oltre che la sicurezza sul lavoro.

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COVID-19 – Pillole inerenti il DL Rilancio.

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BONUS BABYSITTER da 1000 a 2000euro

Il decreto raddoppia il bonus baby sitter fino a 1.200 euro, ma solo per chi non l’ha già ricevuto lo scorso mese.

Inoltre, il bonus potrà essere usato per pagare i centri estivi: la novità è stata inserita per supportare i genitori, visto che le scuole rimarranno chiuse e in questa fase è ancora opportuno non appoggiarsi all’aiuto dei nonni.

In questo caso però il voucher non sarebbe compatibile col bonus asilo nido.

L’importo del voucher aumenta anche per chi lavora nella sanità il bonus arriva a 2.000 euro. Il bonus verrà quindi usato per pagare le prestazioni delle baby sitter che si sono tenute a partire dal 5 marzo 2020, giorno in cui le scuole sono state chiuse su base nazionale e fino al 31 luglio.

Congedo parentale COVID-19

Il congedo parentale COVID-19 diventa di 30 giorni in totale e può essere richiesto per un periodo che va dal 5 marzo 2020 (quando le scuole sono state chiuse in tutta Italia) fino al 31 luglio 2020. Il congedo parentale COVID-19 può essere fruito da uno o entrambi i genitori alternativamente per un periodo continuativo o frazionato con figli minori fino a 12 anni e con un’indennità prevista pari al 50% della retribuzione. Il periodo di congedo è coperto da contribuzione figurativa. Il congedo spetta anche per i figli di età compresa tra 12 e 16 anni ma in tal caso non è prevista l’erogazione della relativa indennità economica. Resta confermato, inoltre, che la fruizione del congedo spetta in via alternativa da uno solo dei genitori per nucleo familiare, a patto che in famiglia non vi sia altro genitore beneficiario di altri sostegni al reddito per sospensione o cessazione attività lavorativa (cassa integrazione ad esempio) o disoccupato o non lavoratore. Nel caso di figli disabili gravi, iscritti a scuole di ogni ordine e grado ospitati in centri diurni di assistenza, il congedo spetta ai genitori, anche affidatari, lavoratori (dipendenti o autonomi o parasubordinati) a prescindere dall’età del figlio.

La fruizione è autorizzata, previa programmazione con il proprio responsabile gestionale, dopo aver verificato, per il personale sanitario, la compatibilità dell’assenza con le esigenze organizzative derivanti dall’emergenza epidemiologica.

Permessi Retribuiti Legge 104/1992

Il numero dei permessi giornalieri di cui all’art. 33, comma 3, Legge n°104/92 è incrementato – anche per i mesi di maggio e giugno 2020 – di ulteriori 12 giorni complessivi per l’assistenza ai familiari con disabilità grave.

Tale incremento complessivo di 12 giorni si applica anche ai dipendenti portatori di handicap grave.

Pertanto a regime normale gli ordinari 3 giorni di permesso mensili sono incrementati di ulteriori complessive 12 giornate, usufruibili nei mesi di maggio e giugno 2020. Per quanto detto i permessi complessivi fruibili sono: 3 giorni (già previsti a maggio ) + 3 (già previsti a giugno) + 12 (da distribuire fra maggio e giugno) = 18 giorni totali di permesso fra maggio e giugno.

La fruizione è autorizzata, previa programmazione con il proprio responsabile gestionale, dopo aver verificato, per il personale sanitario, la compatibilità dell’assenza con le esigenze organizzative derivanti dall’emergenza epidemiologica.

Misure a tutela della disabilità

Viene portata al 31 luglio 2020 la data nella quale, per i lavoratori dipendenti pubblici e privati in possesso del riconoscimento di disabilità con connotazione di gravità ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n.104, nonché ai lavoratori in possesso di certificazione rilasciata dai competenti organi medico legali (non meglio specificati, ndr) attestante una condizione di rischio derivante da immunodepressione o da esiti da patologie oncologiche o dallo svolgimento di relative terapie salvavita, ai sensi dell’articolo 3, comma 1, della medesima legge n. 104 del 1992, il periodo di assenza dal servizio prescritto dalle competenti autorità sanitarie, è equiparato al ricovero ospedaliero.

onoreagliinfermierideceduti nella lotta al COVID-19

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GRAZIE

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12 maggio

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1 MAGGIO 2020

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1° MAGGIO 2020 – FESTA DEI LAVORATORI

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Cagliari. Covid-19, la denuncia del NurSind:”Dalla Regione nessuna struttura per l’isolamento degli operatori sanitari”

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                                                                     “Tanti proclami ma pochi fatti. La Regione cavalca l’onda della glorificazione degli infermieri, e di tutti gli operatori sanitari impegnati in prima linea nella battaglia al Covid- 19, ma non si adopera realmente per individuare le strutture alberghiere, nelle città di Sassari, Nuoro e Cagliari dove sono operativi i Covid Hospital, per far trascorrere il periodo di isolamento a positivi asintomatici, e a chi deve rispettare la quarantena ma non può rientrare nel proprio domicilio per il pericolo di entrare in contatto con i familiari: ovvero infermieri e medici”.
A denunciare la situazione che si protrae ormai da 50 giorni è Christian Cugusi, dirigente sindacale NurSind dell’AOU di Cagliari.

Il pericolo dell’isolamento domiciliare. “Le statistiche parlano chiaro – ha proseguito Cugusi – l’isolamento nel proprio domicilio non funziona, anzi espone i congiunti a un grave rischio di contagio, e presuppone l’utilizzo di un bagno riservato, nonché la sanificazione continua degli ambienti comuni, di biancheria, stoviglie e indumenti, e tutto viene ulteriormente complicato dalla presenza di bambini che spesso sfuggono al controllo dei genitori. Negli ultimi giorni si sono moltiplicate – da parte degli infermieri – le richieste di aiuto in tal senso, senza ottenere risposta da parte delle Amministrazioni delle Aziende Sanitarie”.

Nessun alloggio per il personale sanitario. “Dopo tutte le promesse fatte dal Presidente della Regione Solinas e dall’assessore della Sanità Nieddu, ancora oggi – prosegue il dirigente sindacale – alla richiesta di alloggio da parte del personale sanitario, l’amministrazione dell’AOU di Cagliari, risponde di non avere a disposizione nessun locale idoneo a tal fine, asserendo di aver richiesto alla presidenza della regione Sardegna la disponibilità di almeno 30 alloggi senza aver ricevuto alcuna risposta. Ancora, sono stati vani i tentativi di ottenere rassicurazione da parte della protezione civile, che si è limitata ad acquisire i nominativi e i recapiti telefonici dei richiedenti, senza poi contattarli.

 

Ancora una volta, gli stessi infermieri che venivano osannati quali eroi e salvatori della patria, oggi sono stati dimenticati e abbandonati dalla politica, regionale e nazionale che ci ha riservato la misera elemosina di 100 euro a dipendente, quale gratificazione per il servizio svolto nel mese di marzo, e neppure mai intascati dagli operatori”.

 

Il caso del policlinico di Monserrato. “Emblematico l’episodio verificatosi il 28 aprile nel Policlinico di Monserrato, quando una paziente è stata confermata positiva all’interno del reparto di chirurgia del blocco G. Il personale sanitario che è entrato a contatto con la paziente – racconta Cugusi – è stato prontamente messo in isolamento domiciliare fiduciario, e questo fino all’esecuzione del tampone, che non potrà avvenire prima del quarto giorno dal contatto, per una maggiore attendibilità dell’esame.

Si capisce allora che potrebbero essere ben più gravi le conseguenze – per infermieri e operatori sanitari sottoposti a isolamento preventivo per quattro giorni – qualora venissero confermati positivi al Covid 19: per loro scatterebbe inevitabilmente la quarantena obbligatoria per almeno 14 giorni in alloggi di fortuna, per preservare la salute e l’incolumità dei propri familiari. Chiediamo per questo un tempestivo intervento della Regione, perché non si può attendere oltre”.

 

25 APRILE 2020 – LIBERI TUTTI….

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Il video di auguri a tutti gli infermieri e a tutti coloro che prestano assistenza

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AUGURI – BUONA PASQUA-

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Premio ai lavoratori dipendenti – Ulteriori Chiarimenti – Articolo 63 del decreto legge 17 marzo 2020, n. 18

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RISOLUZIONE N. 18/E

del 09/04/2020

In base all’articolo 63, comma 1, sopra citato «ai titolari di redditi di lavoro dipendente di cui all’articolo 49, comma 1, del testo unico delle imposte sui redditi approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, che possiedono un reddito complessivo da lavoro dipendente dell’anno precedente di importo non superiore a 40.000 euro spetta un premio, per il mese di marzo 2020, che non concorre alla formazione del reddito, pari a 100 euro da rapportare al numero di giorni di lavoro svolti nella propria sede di lavoro nel predetto mese»….. continua

Avviso Pubblico per la procedura di stabilizzazione del personale precario del comparto ai sensi dell’Art. 20 del comma 1 del D.LGS n. 75/2017 e S.M.I

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COVID-19. NurSind Sardegna diffida regione: urgenti i tamponi per il personale sanitario e protezioni idonee. Pronti a chiedere i danni

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“Omissione di idonee misure di contenimento del contagio, del monitoraggio degli operatori sanitari positivi (tamponi), e insufficienza dei dispositivi di protezione”.

Si legge questo, in estrema sintesi, nella lettera di diffida che il NurSind, sindacato delle professioni infermieristiche, scrive e indirizza alla Regione, alle Aziende ospedaliere, e per conoscenza anche al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio e al Ministro Roberto Speranza.

“Il Coordinamento Regionale NurSind Sardegna – ha detto il rapprsentante Fabrizio Anedda – tramite le singole segreterie provinciali dell’isola, ha ricevuto innumerevoli segnalazioni da parte del personale sanitario sull’omissione di idonee misure per il contenimento del contagio, presso le strutture sanitarie regionali e provinciali, e in particolare sull’omissione del monitoraggio dei sanitari positivi, oltre l’ormai accertata insufficienza o assenza di DPI.

In tutta la Sardegna si registra l’assoluta insufficienza dei dispositivi di cui i professionisti devono essere assolutamente e necessariamente dotati per prevenire il contagio da coronavirus: visiere facciali, scafandri, sovracamici impermeabili, mascherine FFP2-FFP3, occhiali a ventosa, guanti lunghi, calzari lunghi, mascherine chirurgiche e disinfettanti idonei al lavaggio e disinfezione mani.
In sintesi direi che si omette così di assicurare le tutele contemplate dal D.lgs 81/2008, riguardante la sicurezza sui luoghi di lavoro“.

Le mascherine, la violazione delle norme. Nella lettera un paragrafo è interamente dedicato alle (ormai famose) mascherine, simbolo della protezione di base, e si sottolinea che “le singole Aziende non possono limitarsi alla distribuzione delle “mascherine filtra batteri” il cui utilizzo non è atto a proteggere dal rischio di contagio il personale sanitario che si trova in contatto con pazienti, che potrebbero eventualmente essere affetti da Covid-19, virus almeno 100 volte più piccolo di un normale batterio. Non a caso lo stesso Ministero della Salute – con circolare 5443/2020 – prescrive l’uso di mascherine del tipo FFP2 e FFP3”. Ecco perché il sindacato rileva la violazione delle norme e la rilevanza penale delle condotte omissive dei responsabili e dirigenti delle singole Aziende che potrebbero integrare gli estremi dei reati di cui all’art. 452 c.p., per colposa diffusione dell’epidemia e degli artt. 582 per tentate lesioni e 589 per omicidio colposo)”.

Appello al Presidente della Regione e all’assessore della Sanità. Il sindacato chiede che la Regione intervenga senza indugio nell’organizzazione e apertura di Laboratori idonei a effettuare test diagnostici in numero sufficiente alle necessità del personale sanitario dell’intera Regione, e a controllare e vigilare che in tutte le Aziende sanitarie regionali vi sia il rispetto della normativa di emergenza. 

“Nella lettera che abbiamo inviato – ha proseguito Anedda – chiediamo il rispetto puntuale della normativa di riferimento specie in questo contesto emergenziale, ma soprattutto che vengano adottate adeguate misure di contenimento del contagio. 
E’ necessario che vengano richieste con urgenza e senza ulteriori ritardi i test diagnostici Covid-19 per tutto il personale che ha comunicato contatti stretti con casi confermati: questa è l’unica misura oggi efficace per il reale contenimento del contagio e a tutela della salute dei lavoratori, dei pazienti e di tutti. Banalmente stiamo chiedendo a gran voce che venga garantito il nostro diritto alla tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro. A questo punto siamo pronti a chiedere tutti i danni che ci saranno causati dall’essere esposti, in queste condizioni, a una epidemia così violenta e in una emergenza sanitaria che non può essere affrontata senza neppure gli strumenti di base. Si tratta infatti di danni alla persona e traumi psicologici provocati in conseguenza dell’esercizio della professione in condizioni di lavoro e ambientali non conformi alle norme vigenti”.