Monthly Archives: marzo 2021

Paziente si ribella al Tso: infermiere del Sirai brutalmente aggredito

Momenti di paura all’ospedale Sirai di Carbonia, dove un infermiere è stato brutalmente aggredito da un paziente.

E’ accaduto in Psichiatra, durante un trattamente sanitario obbligatorio. Secondo quanto denunciato dal sindacato NurSind, il paziente, arrivato al Sirai con le forze dell’ordine, si è ribellato, ha afferrato una bottiglia e ha colpito l’operatore sanitario al volto. Dopo le medicazioni, l’infermiere, ferito a un occhio, ha avuto una prognosi di sette giorni.

“Una situazione ormai insostenibile per noi”, commenta Marco Zurru, dirigente del NurSind, sindacato delle professioni infermieristiche, e rappresentante Rsu e Rsl. Che aggiunge: “Abbiamo più volte segnalato la realtà nella quale siamo costretti a lavorare: siamo un numero insufficiente di professionisti e siamo impauriti, senza tutele, ripetutamente aggrediti dai pazienti. Abbiamo chiesto più volte che ci venisse assegnata almeno una guardia giurata: niente è stato fatto. Siamo inascoltati. Ieri è avvenuta l’ennesima aggressione ai danni di un infermiere, colpito – durante un TSO – con un violento colpo di bottiglia in faccia, con conseguente trauma al viso e all’occhio e la rottura degli occhiali. Tutto questo è gravissimo, e poteva andare molto peggio”.

“Siamo soli, isolati, e trattiamo pazienti aggressivi – ha proseguito Zurru – siamo anche in piena emergenza Covid e aggiungo che molto personale è andato in pensione, non sostituito. Altri si sono licenziati e altri ancora avevano contratti a tempo determinato. Mi chiedo, dopo tutto questo e tutte le nostre lettere, cosa stia aspettando la dirigenza a intervenire”.

(Unioneonline/l.f.)

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Covid: Nursind, reparti Brotzu al collasso e letti in corsia: “Infermieri allo stremo, 1 per 15 pazienti da seguire”

Redazione Ansa

 

Pazienti ricoverati in letti bis, nei corridoi e ospitati in altri reparti. Infermieri e operatori socio sanitari in numero insufficiente con un rapporto professionista – paziente e turni insostenibili. Altissimo poi rischio di contagio da Covid-19 per tutti. Le criticità sanitaria delle Unità operative di Medicina d’urgenza e Nefrologia del Brotzu sono state denunciate dal Nursind, il sindacato delle professioni infermieristiche, con una lettera indirizzata all’assessorato regionale della Sanità, al commissario dell’Arnas Brotzu e all’attenzione dello Spresal.

“Il reparto di Medicina d’urgenza sta vivendo una situazione di sovraffollamento. Sono presenti infatti 45 pazienti ricoverati a fronte di 38 posti letto accreditati – sottolineano i dirigenti sindacali Fabrizio Anedda, Zaira Anedda e Emilio Fava – inoltre l’Unità operativa ha altri 5 pazienti in appoggio in altri reparti. Di questi 45, 6 non hanno un posto letto in camera di degenza, ma vengono ospitati negli ambulatori del DH, nella medicheria, nella sala ecografia, in un ambulatorio medico e alcuni nei corridoi del reparto”. E ancora: “Nonostante la dichiarata opposizione del personale infermieristico è stato disposto il posizionamento di un letto bis in diverse stanze di degenza, riducendo ulteriormente lo spazio tra un paziente e un altro, facendo si che venga meno la funzionale operatività e la distanza di sicurezza imposta da tutti i protocolli anti Covid. Il cluster di contagi meno di un mese fa non ha insegnato nulla?”.

Capitolo personale. “I caraichi di lavoro sono insostenibili – denuncia il Nursind – un infermiere per 15 pazienti. Criticità soprattutto in Nefrologia e annessa Unità intensiva per trapianti di rene, con un rapporto di infermiere-paziente di 1/10 nei turni diurni e di 1/15 in quello notturno. Stando agli accreditamenti di organico regionali, dovrebbero essere invece rispettivamente di 1/6 (massimo 1/ 9) e di 1/1 ( massimo 1/ 2), con la presenza minima di uno o due oss nel reparto anche durante il turno notturno”. Da qui la richiesta “di immediati controlli e sopralluoghi da parte dei vertici, volti a modificare la situazione attuale e riportarla nei limiti di sicurezza previsti”.

   

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