Author Archives: spelo

COMUNICATO

Gentili colleghi,
Il giorno 14/11/2019  nella sala conferenze del P.O. Duilio Casula si è svolta l’assemblea dei lavoratori indetta e condotta dall’O.S. NurSind .
Diversi sono stati gli argomenti delucidati in modo magistrale dai componenti RSU  NurSind,  Christian Cugusi, Valentina Bello ,Vitalia Secci e Luca Casula .
Gli stessi argomenti sono stati esposti per mezzo di slides che ponevano in rapporto le materie oggetto di trattativa sindacale decentrata attuale e i riferimenti normativi e contrattuali.
Senza dubbio è stata l’occasione per comprendere gli effetti dell CCNL, le declinazioni di quest’ultimo sui Contratti Integrativi Aziendali, ma soprattutto l’assemblea ha rappresentato l’opportunità per discernere le subdole e talvolta esplicite volontà espresse da parte di altre sigle sindacali riguardo a regolamenti , utilizzo Fondi del comparto, Formazione,  istituti contrattuali ed effetti conseguenti alla carenza del personale .
All’ assemblea, in cui si sono avvicendati differenti partecipanti tra il turno del mattino e del pomeriggio hanno partecipato circa una trentina di colleghi, esclusi ovviamente i componenti del Direttivo Provinciale di Cagliari e i Rappresentanti RSU aziendali. 
Tale assemblea aveva la funzione di render meglio edotti i lavoratori riguardo alle materie contrattuali in applicazione nell’AOU, ma soprattutto definire con quali mezzi e in quale misura contestare alcuni aspetti inerenti i regolamenti e accordi.
Durante l’assemblea è prevalsa la decisione di supportare i rappresentanti RSU NurSind e diffidare l’azienda a cambiare alcuni punti del regolamento sull’attribuzione degli incarichi, inoltre stimolarla a riprendere un corretto confronto su temi oramai trascurati da lungo tempo ( Orario di Servizio; Mensa; PD, P.Aggiuntive; Mobilità interna etc. etc.) 
A questa assemblea ne dovrebbe conseguire una prossima,  dove, in base ai feedback che si otterranno da parte datoriale,  verranno stabilite le azioni da intraprendere a tutela del diritto e maggior tutela dei dipendenti.
 
Un caloroso grazie a coloro che hanno partecipato all’assemblea e soprattutto ai Dirigenti sindacali NurSind dell’AOU che ci hanno erudito sugli sviluppi delle trattative e rappoerti con l’azienda .
 
Saluti 
 
Coordinatore Regionale NurSind Sardegna 
Fabrizio Anedda
 
 

Sanità Sarda – Caos infermieri «Pochi e stressati» “Situazione sempre critica negli ospedali”

  

Caos infermieri «Pochi e stressati»

Ricorso continuo allo straordinario, riposi posticipati, turni massacranti, infermieri professionali costretti a fare il lavoro degli operatori socio sanitari con conseguente peggioramento dei livelli di assistenza e allungamento dei tempi di attesa.
È questa la traduzione a livello pratico della preoccupante fotografia scattata nei giorni scorsi dalla Fnopi, la Federazione nazionale degli ordini professionali infermieristici, secondo cui la sanità sarda, per evitare il tracollo, ha già oggi un disperato bisogno di almeno 4540 infermieri, che diventeranno oltre 6000 per effetto dei prossimi pensionamenti legati a quota 100. Una situazione di emergenza che non risparmia gli ospedali cagliaritani.
Situazione grave
«Gli organici sono ridotti al minimo – spiega Massimo Cinus, sindacalista della Cisl – e si fa fatica a coprire i turni, una carenza generalizzata che riguarda sia gli infermieri che gli operatori socio sanitari, tanto che si arriva spesso a forzare la mano, a volte anche oltre i limiti normativi, per riuscire a coprire i turni nei vari reparti». Eppure, stando ai dati forniti della varie direzioni sanitarie, la situazione non sembrerebbe così drammatica. All’azienda Brotzu per esempio – da cui dipendono gli ospedali San Michele, Microcitemico e Oncologico – la pianta organica prevede 1161 infermieri ed è quasi al completo. Stessa cosa al Policlinico di Monserrato, dove su una dotazione di 591 posti ne risultano vacanti poco più di venti, che peraltro saranno presto coperti con assunzione a tempo determinato in attesa del concorso regionale.
Coperta corta
I numeri però non raccontano tutto. «Si deve guardare alla qualità delle prestazioni – spiega Cinus – spesso ci si nasconde dietro a un dito, sbandierando quelli che in realtà sono i numeri minimi per avere l’accreditamento. Poi però basta che due infermieri si ammalino e il reparto va in affanno». Fabrizio Anedda, coordinatore regionale del Nursind, rincara la dose: «Il problema è che spesso non si tiene conto di spostamenti e pensionamenti e in ogni caso non è alla dotazione organica che bisogna fare riferimento ma al rapporto ottimale di assistenza». Rapporto che secondo lo studio internazionale “Rn4Cast” dovrebbe essere di un infermiere ogni sei pazienti, mentre a Cagliari siamo a uno ogni tredici con picchi di oltre venti.
Le criticit
«Al pronto soccorso del Brotzu, che fa 50mila accessi all’anno, la mattina ci sono tre infermieri per cinque sale più uno al “triage” e due all’osservazione breve», sottolinea Anedda. Gli Oss sono ancora meno: «Due al mattino, due al pomeriggio e uno la notte». Così per il triage «si arriva ad avere un infermiere ogni 40 pazienti, fattore che causa code interminabili». Al Policlinico va poco meglio: qui il rapporto medio, secondo i sindacati, è di uno a 19. Ma la situazione è critica anche nei reparti di Medicina e Chirurgia: al Brotzu, che nonostante 38 posti letto accreditati a volte ospita anche 48 pazienti, la mattina il rapporto medio è di uno a 12, la sera di uno a 17 e la notte di uno a 25. Nella Chirurgia del Santissima Trinità invece, per 28 posti letto ci sono due o tre infermieri e due Oss nel turno diurno, mentre la notte gli infermieri sono di solito due. Sempre a Is Mirrionis, ma in Medicina, la notte ci sono due infermieri per 32 posti letto, cioè uno ogni 16 pazienti (e senza alcun operatore socio sanitario). «Il rapporto ottimale è fondamentale – conclude Anedda – perché è dimostrato che la mortalità aumenta del 10 per cento per ogni punto in più. Non a caso in California hanno stabilito un rapporto ottimale di uno a 5 perché si sono accorti che così si salvano vite e si risparmiano soldi». Diego Murracino, del sindacato Nursing Up, aggiunge: «Nei tre ospedali dell’azienda Brotzu mancano almeno 150 infermieri di cui 60 per i blocchi operatori. Ma la vera emergenza riguarda gli operatori socio sanitari per i quali non c’è all’orizzonte alcun concorso: ne servono almeno 400 per fare il lavoro che oggi viene scaricato sugli infermieri. Questi fanno poi causa per il demansionamento e così l’azienda butta via soldi in avvocati. Per questo è prioritario rivedere i criteri regionali per ampliare le dotazioni degli ospedali, specie per rimediare all’attuale inadeguatezza del numero di Oss che nelle degenze dovrebbero essere più degli infermieri».
Vecchi e stanchi
Un altro aspetto da considerare è infine quello degli operatori che, pur in organico, non possono essere utilizzati nei reparti. «L’età media è ormai di 55 anni e parte degli infermieri non posssono essere adibiti a certe mansioni – ricordano Cinus, Anedda e Murracino – alcuni per limitazioni funzionali certificate, altri perché hanno la 104. Tutto ciò alimenta l’emergenza, anche perché il personale precario, dopo essere stato formato, non viene stabilizzato ma mandato a casa».
                                                                                                                                                                                                                              Massimo Ledda
Martedì  05  Novembre 2019

Sardegna-gilet gialli anche a ferragosto

Continua pacifica ma determinata la protesta degli infermieri del NurSind per il riconoscimento del pagamento straordinario dei festivi infrasettimanali.

Clamorosa fu quella di dicembre dello scorso anno cui seguì un botta e risposta con l’allora assessore alla sanità Benedetto Arru che non volle metter mano alle ingiuste disposizioni impartite dal suo direttore generale Giuseppe Sechi. Questi, con una specifica direttiva, aveva impartito l’ingiusta sospensione dei pagamenti dei festivi infrasettimanali, proseguita poi impunemente nonostante l’approvazione del nuovo contratto che almeno su questo aspetto, non ammetteva dubbi definendo legittima la retribuzione straordinaria.

Per le sue gesta il dott, Sechi fu anche promosso direttore sanitario presso l’areu Lombardia e ci sarebbe da giurarci, ci aspettiamo che la giusta indennità sia presto sospesa anche in quell’azienda, come abbiamo provocatoriamente paventato….. continua la lettura

Le Aziende sanitarie devono pagare l’iscrizione all’Ordine degli Infermieri. NurSind vince in Tribunale. Ecco la sentenza

 

E’ dell’11 luglio il dispositivo di sentenza del Tribunale di lavoro di Pordenone, nella causa intentata da numerosi infermieri dipendenti dell’AAS 5 Friuli Occidentale e patrocinata da Nursind, che ha accertato che erano tutti dipendenti pubblici tenuti all’iscrizione all’albo professionale e ha stabilito che il costo di tale iscrizione grava in capo all’azienda sanitaria pubblica……. altro qui

CORSO – ECM 9 CREDITI

CORSO – ECM 9 CREDITI

Quello che il calabrone non sa. Convinzioni limitanti e potenzianti. Esempi e soluzioni

La nostra vita fondamentalmente si basa su convinzioni cui spesso attribuiamo sensazioni di certezza, ma non necessariamente di verità, che possono funzionare da catene invisibili o da binocoli da sfruttare per allargare la propria realtà. Pur non facendoci caso siamo circondati da convinzioni di ogni tipo, limitanti e potenzianti, che ci portano dal pensare che quel gusto di gelato non ci piaccia fino a credere che non possiamo fare una determinata cosa perché non ne siamo in grado.
Il corso intende fornire tutte quelle informazioni utili a far si che, eliminare le convinzioni limitanti, possa essere facile o difficile se poste in diretta relazione con quanto le stesse sono radicate nella mente di ognuno di noi, a quanto c’è di vero in esse, e soprattutto, da quanto siamo disposti a cambiare una realtà per un’altra.

DATA Corso: 12 ottobre 2019

Luogo: Cagliari – Sala Conferenza Ospedale Businco – Via Jenner

Crediti 9


Costi 

  • Iscritti al Sindacato Nursind e/o CGS: € 16,00  
  • Altri partecipanti: € 31,00  

                                     Le cifre sopra esposte comprendono anche il pranzo


DESTINATARI: TUTTE LE PROFESSIONI SANITARIE

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Verrai indirizzato sul sito www.pegasolavoro.eu 

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Scarica locandina qui

NurSind Sassari denuncia: sale parto a rischio chiusura

                                               Ne avevamo già parlato in occasione dell’audizione del Coordinamento NurSind Sardegna di lunedì scorso in Assessorato Sanità a Cagliari: la sanità sarda è al collasso.

E l’Azienda Ospedaliera Universitaria “è una polveriera”, sostiene la Segretaria Territoriale di Sassari Fausta Pileri. Se le carenze di personale stanno mettendo in crisi tutta la struttura con i piani ferie praticamente saltati, infermieri costretti a fare doppi turni, straordinari e sacrifici di ogni genere, aggravati dalla mancanza totale o quasi di personale oss e un volume di accessi ormai insostenibile, posto che l’hub deve occuparsi anche di questioni territoriali di pertinenza altrui, uno degli esempi più gravi è il caso delle sale parto della Clinica Ostetrica e Ginecologica……… continua qui

 

 

 

Fausta Pieri

 

Sanità Sarda al collasso. Il Coordinamento Regionale NurSind Sardegna in assessorato. L’ Audizione

Si è svolta lunedì scorso l’audizione del Coordinamento Regionale NurSind Sardegna presso la sede dell’Assessorato alla sanità di Regione Sardegna presieduta dall’assessore Mario Nieddu.

Un’audizione chiesta fin dal primo giorno dell’insediamento del nuovo assessore conseguente alle elezioni regionali del febbraio scorso, fortemente voluta per dare voce alle tante questioni mai risolte e che la nuova amministrazione si è impegnata a risolvere già dalla campagna elettorale, annunciando una rivoluzione del Servizio Sanitario Regionale con la soppressione dell’azienda unica ATS, che richiederà comunque tra uno e due anni. Il Coordinatore regionale Fabrizio Anedda.……>>> continua qui

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Areu Lombardia-indennità festive a rischio?

 

La Sardegna è una terra che ha dato i natali a personalità diventate poi illustri per essersi distinte nei più disparati campi, dalla politica, alle scienze alla cultura e nelle arti. Parliamo di persone le cui opere riecheggiano ancora oggi e i cui insegnamenti dovremmo tenere sempre presenti come guida delle nostre azioni. Ancora oggi la Sardegna e i suoi figli sono in grado di farsi apprezzare nel mondo per le altissime competenze e capacità dimostrate nel campo della scienza ad esempio, dell’innovazione. Più difficile andare a scovare e vedere esaltati esempi di buon governo o più semplicemente di buona amministrazione della cosa pubblica. Certo, a volte qualche amministratore si distingue per una buona idea, un’ottima intuizione e qualche buon esempio pratico che magari resta un po’ nell’ombra schiacciato da un potere mediatico che a torto o a ragione, non riconosce eclatante la messa in opera di qualche buona pratica; qualcosa che dovrebbe essere scontato per carità ma che di questi tempi sarebbe utile per infondere un po’ di sano ottimismo in un campo, quello dell’amministrazione pubblica in tutti i livelli che soffre di un meglio documentato racconto di incapacità, quando non di malaffare.

Come non gioire allora alla notizia di un funzionario pubblico sardo che sulla base della sua abilità talmente specchiata (quanto inapprezzabile perché del tutto autoreferenziale) viene chiamato a dirigere un’importante azienda pubblica lombarda?

Ed eccolo il grido di giubilo consegnato come al solito a Twitter, orgogliosamente e sentitamente espresso dall’assessore alla sanità di regione Sardegna Luigi Arru: “orgoglioso delibera Areu Lombardia che nomina direttore sanitario Giuseppe Sechi, per cinque anni mio Direttore Generale Assessorato. La dimostrazione che si può premiare serietà, onestà e professionalità, senza badare né all’appartenenza né residenza”. E ci mancherebbe pure che dipendesse dalla fortuna di essere nati dalla parte giusta del mondo.

Tutto bene si direbbe quindi, un sardo che si distingue per il buon lavoro trova apprezzamento e richieste per i suoi buoni servigi. Ecco i servigi, porla non usata a caso.

Perché in questa vicenda c’è da fare un passo indietro, piccolo e spostarci al 2 marzo 2017 quando a Cagliari, (fonte sito regione Sardegna) “è stata sancita (…) la collaborazione tra la Regione Sardegna e la Regione Lombardia per l’avvio del nuovo sistema di emergenza-urgenza sardo. A sottoscrivere l’accordo i presidenti Francesco Pigliaru e Roberto Maroni, affiancati dai rispettivi assessori della Sanità, Luigi Arru e Giulio Gallera, dal direttore generale dell’assessorato della Sanità della Sardegna, Giuseppe Sechi, e il direttore generale dell’AREU lombarda, Alberto Zoli”.

E non ci sarebbe nulla di male ad aprire collaborazioni proficue tanto più se ”il protocollo (…) non comporta oneri economici a carico dei rispettivi bilanci regionali”. Si diverta qualcuno a spulciare tra le delibere per vedere se le cose sono poi andate davvero così.

E’ curioso questo flusso di alta formazione ricevuto da Areu Lombardia, come se in Sardegna non avessimo professionisti in grado di fare la formazione necessaria e constatare al contempo che la stessa Areu Lombardia potevamo dirigerla da qui.

Ma alla fine questo pezzo ha solo la funzione di mettere in allarme i colleghi di areu Lombradia e fargli sapere che il loro nuovo direttore sanitario e proprio nella funzione di direttore generale dell’assessorato, è colui che ha dato le disposizioni necessarie perché al personale infermieristico sia negata la corresponsione della giusta indennità corrispondente per i festivi infrasettimanali; disposizione già sottoscritta ad ottobre 2017 e ribadita a novembre del 2018 nonostante l’entrata in vigore del nuovo contratto abbia sgombrato ogni ragionevole dubbio sulla materia costringendo Nursind Sardegna ad adire alle vie legali.

Faccia buon viaggio il dott. Sechi, gli infermieri sardi non sentiranno la sua mancanza e voi colleghi lombardi fateci una cortesia, non rimandatelo indietro. 

Andrea Tirotto

Gilet gialli per il pagamento dei festivi infrasettimanali

Colorata l’iniziativa posta in essere dal Coordinamento Regionale NurSind Sardegna per protestare contro il mancato pagamento dello straordinario per le giornata di lavoro festive infrasettimanali.

Così, per sollevare l’attenzione sul danno che tutti gli operatori subiscono, NurSind Sardegna ha deciso di distribuire agli infermieri di tutti gli ospedali sardi una pettorina gialla che riporta lo slogan: “NEI FESTIVI LAVORO GRATIS – Grazie Assessore Sanità – Grazie Direttore generale”.

L’iniziativa è stata accolta con grande entusiasmo da parte dei colleghi ed ha immediatamente mandato su tutte le furie l’Assessore alla sanità della regione Sardegna Luigi Arru che con un post su Facebook con tanto di foto del gilet giallo incriminato, ha così replicato: “Il diritto alla critica nessuno lo mette in discussione ma è necessario riportare tutti i punti di vista. Il trattamento economico conseguente all’applicazione degli istituti del rapporto di lavoro non viene deciso né dall’Assessore né dal Direttore Generale ma dal contratto collettivo nazionale che NurSind non ha sottoscritto. L’iniziativa contro Assessore e DG appare pertanto strumentale e nonché attività contraria a codice di comportamento. Per conoscenza evidenzio inoltre che NurSind la scorsa settimana ha perso la causa da loro intentata contro ATS per condotta antisindacale e sono stati condannati dal giudice al pagamento delle spese processuali. Ho sempre dato la disponibilità al dialogo, alla dialettica, ma vedere questa personalizzazione è inaccettabile!”

L’assessore, dimostrando di non conoscere il contratto che accusa NurSind di non aver sottoscritto, ha pensato, come sempre che l’iniziativa fosse contro la sua persona non sapendo, oppure volutamente omettendo, il fatto che la disposizione che vieta alle aziende il pagamento della giusta indennità contrattuale, così come prevista dal nuovo contratto, è stata disposta proprio dal direttore generale del suo assessorato, come dimostra il carteggio che pubblichiamo. L’avvocato incaricato chiede lumi e il direttore generale dell’Aou Cagliari risponde allegando proprio la direttiva trasmessa dal dott. Sechi, direttore generale dell’assessorato alla sanità dove Arru pare sieda da qualche anno.

La risposta di NurSind ad Arru per il tramite del Coordinatore Regionale NurSind Dott. Fabrizio Anedda non si è fatta attendere:

“Gentile Dr. Arru,
Siamo lusingati dal fatto che ribadisce che NurSind non ha firmato il CCNL, infatti siamo convinti che tale ultimo CCNL non meritasse alcuna firma da parte di nessun rappresentante dei lavoratori, poiché è evidente che risulta peggiorativo rispetto ai precedenti e consente ampi margini discrezionali al datore di lavoro a discapito delle tutele previgenti, nonché della sicurezza per i pazienti.
Tuttavia, preme ribadire che per quanto attiene la fattispecie in argomento, ossia la facoltà del dipendente di richiedere il recupero e/o il pagamento dell’orario di lavoro prestato in giornate festive infrasettimanali, l’ultimo CCNL non afferma affatto che i festivi infrasettimanali non vadano retribuiti, anzi, nel richiamare esattamente quanto enunciato nei precedenti contratti, il pagamento sarebbe appunto dovuto.
Non ci pare il caso di chiederle di andare a rileggersi il CCNL prima di esternare certe affermazioni, ma riteniamo opportuno riportarLe lo stralcio contrattuale in discussione di cui all’art. 29 c. 6:

“L’attività prestata in giorno festivo infrasettimanale dà titolo, a richiesta del dipendente da effettuarsi entro trenta giorni, a equivalente riposo compensativo o alla corresponsione del compenso per lavoro straordinario con la maggiorazione prevista per il lavoro straordinario festivo”.
Riguardo alla causa persa a cui la SV fa riferimento, precisiamo che la stessa è oggetto di ricorso, poiché tale giudizio sinceramente suscita oggettive perplessità. Comunque La ringraziamo ugualmente per darci l’opportunità di rendere edotti i lettori che l’ATS è stata accusata da NurSind di non aver rispettato quanto previsto dalle norme in merito al doveroso contingentamento del personale in caso di proclamato sciopero,norme e accordi che di fatto non venivano mai rispettati fino alla nostra denuncia. L’obbiettivo Dr Arru, non era certo vincere una causa, che peraltro deve ancora intraprendere il completamento del percorso possibile nell’ordinamento italiano, bensì, educare gli amministratori a rispettare le regole.
Infine, preghiamo la SV. di non offendersi se rispediamo al mittente le allusioni espresse con i termini di “strumentalizzazione e personificazioni”, primo perché il NurSind non strumentalizza affatto le questioni, men che meno da un punto di vista politico, le ricordo che il rappresentato sindacato non è schierato o allineato politicamente, ma persegue quale bene precipuo la qualità assistenziale da erogare a tutti cittadini, in secondo luogo, qualsiasi riferimento nelle iniziative sindacali non mira certo alla persona del Dr. Arru, ma al ruolo che riveste e alle scelte operate in sinergia con la direzione sanitaria regionale, le quali, di fatto, penalizzano chi garantisce la continuità assistenziale nelle festività infrasettimanali”. 

Smentire il sindcato dovrebbe essere la cosa più semplice per l’assessore dimostrando la falsità della disposizione impartita dal suo direttore generale e dando le disposizioni necessarie perchè alle aziende sia consentito di corrispondere il dovuto agli operatori sanitari ai quali, di fatto, questa amministrazione regionale ha pesantemente toccato il portafogli.

Intanto, NurSind Sardegna ha intrapreso la via giudiziaria per far riconoscere il diritto al pagamento dello straordinario o al riposto compensativo come da norma contrattuale.

fonte: www.infermieristicamente.it

 

 

Lettera a Santa Cluas (video). Buon Natale da NurSind

 

Ogni Natale ha sempre avuto la sua importanza per il mondo NurSind.

Quello del 2018 ha un “sapore” particolarmente diverso. Tanti gli eventi che si sono succeduti in quest’anno che volge al termine.

Oltre ai “20 anni“ di un sindacato giovane ma fortemente motivato il 2018 è stato l’anno in cui NurSind – con una straordinaria performance alle elezioni RSU con un aumento di preferenze di oltre il 50% rispetto al triennio precedente – critica, contesta e soprattutto rimanda al mittente la firma di un contratto da tutte le sigle sindacali snobbato ma poi, ahimè, firmato.

Da tutti indistintamente. Chi subito e chi…..subito dopo!

Il Natale del 2018, per gli iscritti NurSind e per gran parte del mondo infermieristico italiano è l’anno della consapevolezza, il momento in cui la ragione prevale sull’opportunità, la coerenza sulla superficialità, il rispetto sul potere.

Ma la domanda che difficilmente ci si pone è: ma gli altri come ci vedono?

La risposta a tale “arcano” arriva dalle parole e dalla bocca di una bambina.

Caro Babbo Natale, ma tu lo sai che significa CONTRATTO?

Io no, ma so che ha fatto arrabbiare tanto i miei genitori che sono infermieri.

Questo Natale vorrei che tu portassi a tutti gli infermieri Italiani tanta consapevolezza.

Non so cosa significa ma ho sentito che è molto importante.

Poi porta loro tanta lucidità e tanta unione.

Se puoi infine dona loro la serenità di distinguere il giusto dal possibile.

Babbo Natale: ma tu lo firmeresti questo contratto??

Ti voglio tanto bene”.

SOSPENSIONE STATO DI AGITAZIONE.

A seguito dello stato di agitazione ottiene garanzie di assunzioni e stabilizzazioni che rimpingueranno le carenze nelle UU.OO. dell’AOU di Cagliari in crisi di personale.
Come accordato con la Dirigenza, detti incrementi di organico inizieranno immediatamente per concludersi entro il prossimo trimestre.
Pertanto, fiduciosi e collaborativi, ma mantenendo alta la guardia, il Direttivo.  NurSind Territoriale ha deciso di sospendere temporaneamente lo stato di agitazione, ma non di revocarlo.